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Giornata Europea della Cultura Ebraica

Tema Rinnovamento

La Giornata Europea della Cultura Ebraica a Casale Monferrato si è inaugurata alle 11 del 18 settembre all’ombra del melograno nel Cortile delle Api. Una cerimonia semplice insieme alle autorità locali, dove il Presidente della Comunità Elio Carmi ha ricordato come questo luogo abbia aderito alla manifestazione fin dalla prima edizione e di quanto il tema “Rinnovamento”, scelto nel 2022, sia coerente con la sua storia. “Prima della pandemia questo era il sito più visitato della provincia di Alessandria con 16.000 ingressi all’anno – ha dichiarato Carmi, alludendo alle centinaia di persone arrivate da tutto il mondo in questa domenica - numeri a cui pensiamo di poter tornare a breve”.

A Claudia De Benedetti, direttrice del Museo di Arte e Cultura Ebraica, il compito di sottolineare proprio l’importanza storica e culturale del complesso di vicolo Salomone Olper. Presenti anche il viceprefetto di Alessandria, il capitano Valerio Azzone, nuovo comandante dei Carabinieri di Casale, il Presidente del Consiglio Comunale di Casale Monferrato Fiorenzo Pivetta, in rappresentanza della città e il comandante della Polizia Municipale Vittorio Pugno.

LE PROSSIME MOSTRE

Alle 11.30 Daria Carmi, Young Curator della Fondazione Casale Ebraica ETS, ha svelato gli artisti e le mostre che verranno presentate prossimamente nel Complesso Ebraico, tutte in qualche modo legate proprio al tema del rinnovamento, soprattutto inteso alla luce di quanto scritto nel libro della Genesi che affida all’uomo la responsabilità della Terra. Si comincia il 2 ottobre, con Franco Gervasio e il suo lavoro sulla luce come vettore in grado di farci percepire il paesaggio. A Sukkot, festa che celebra proprio il rinnovamento del ciclo della natura, Mara Cantoni presenterà la nuova opera per il Museo dei Lumi: Astro-Chanukkià, ispirata proprio al cielo e al sistema solare. Infine, nei mesi seguenti la Sala Carmi ospiterà Arcangelo Sassolino. L’artista che ha entusiasmato l’ultima Biennale di Venezia e che presenterà un’opera inedita completamente a impatto zero.

RINASCITA

La giornata è proseguita alle ore 15,00 con Elio Carmi, impegnato a raccontare la rinascita proprio della Sinagoga avvenuta nel dopoguerra. “Un rinnovamento che non ha perso nulla del passato, ma che ha consentito a questa microcomunità di affacciarsi sul mondo, offrendo a tutti la ricchezza della diversità”. Un ricordo particolare è stato rivolto all’Architetto Giulio Bourbon che nel 1969 fu tra gli artefici del restauro della sala di preghiera. “La comunità e la sinagoga erano il suo monumento, il suo modo di lasciare qualche cosa di sé, se ne preoccupato fino alle sue ultime ore di vita”. A seguire Diletta Carmi ha condotto una visita guidata al Ghetto Ebraico, facendo scoprire a un folto pubblico molte curiosità delle vie attorno alla Sinagoga.

PRESENTAZIONE LIBRARIA

Alle ore 16,00 spazio alla letteratura con Stella Bolaffi, che è tornata alla Comunità di Casale per presentare il suo “Il Molino della Torre e altri racconti” (Salomone Belforte & C., 2022), dialogando con Adriana Ottolenghi,consigliere della Comunità, Claudia De Benedetti e Guido Guastalla. Adriana Ottolenghi le domanda come sia riuscita ad avere una produzione così ampia cominciando a pubblicare in età matura. “Ho fatto la psicanalista per 40 anni – risponde l’autrice - e Freud prescrive che non si parli mai della vita privata. Quando ho smesso non ho potuto farne a meno”.

Claudia De Benedetti sposta il discorso sul rinnovamento e Stella sottolinea quanto questo faccia parte della sua famiglia, a cominciare da Giulio Bolaffi il cui nome è legato intimamente alla resistenza piemontese. “Rinnovò la sua concezione civile e sociale” ricorda Stella leggendo il bando che il padre fece affiggere il 4 giugno del 1944 in val di Susa, promettendo parità di doveri e di diritti per tutti, senza alcun preconcetto.

CONCERTO

Alle ore 17.30 si è svolto il quarto e ultimo appuntamento della rassegna “Musica nel Complesso Ebraico” che ha visto esibirsi il duo di sassofoni (di tutte le taglie dal soprano al baritono) formato da Enea Tonetti e Antonino Mollica, accompagnati da Andrea Tedesco al pianoforte. Il compositore Giulio Castagnoli, curatore della rassegna arrivata alla decima edizione, ha spiegato come questo concerto si lega al tema della giornata: “Il rinnovamento c’è se c’è una tradizione che vuole continuare nel tempo, oggi ci siamo concentrati su uno strumento che incarna benissimo questo concetto: il saxofono. Uno strumento recente, inventato a metà dell’800 che essendo affrancato dalla grande tradizione della musica colta è stato adottato da moltissimi ebrei per sviluppare altre forme espressive, pensate a quello che ne hanno fatto Lee Konitz e Stan Getz”. Uno strumento la cui tradizione è ancora oggi è in fieri. Lo dimostra lo stesso Castagnoli che su Quattro intriganti “rebus musicali” lasciati da Leonardo da Vinci (un miscuglio di sillabe e note musicali) scrive una composizione originale presentata in prima assoluta. Un’opera notevole, capace di sviluppare melodie estatiche che giocano sugli effetti sonori e i contrasti tra gli strumenti e al contempo ci ricordano la loro origine rinascimentale.

Anche il resto del programma gioca sulla capacità del sax di rinnovare le opere, come con il trio n 1 di Shostakovichscritto originariamente per violino, violoncello e pianoforte e ancora la trascrizione del trio per oboe, fagotto e pianoforte di Poulenc dove flirtano la forma sonata romantica e il grottesco. O ancora Nachtgesang di Max Bruch, trascrizione dagli otto pezzi per clarinetto violoncello e pianoforte. Finale con Pèquenads Czardas di Pedro Iturralde, questa sì composizione scritta appositamente per questo organico, ma straordinaria nel modo in cui il compositore spagnolo reinterpreta la musica popolare in stile jazzistico. Utilizzando tutta la flessibilità dei due strumenti ad ancia in modo davvero coinvolgente.

Alberto Angelino

FOTO. Autorità alla Giornata Europea della Cultura Ebraica