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Mostre al Castello (uno)
“I colori che non ho detto” (Perrera)
Al Castello le inaugurazioni iniziano sabato ne Torrione di Nord Est con la mostra retrospettiva di Pietro Perrera artista casalese recentemente scomparso intitolata “I colori che non ho detto” curata da Iris Devasini .
Il progetto voluto dalla Consulta alla cultura con il patrocinio dell’assessorato alla cultura è stato presentato dal vice sindaco Emanuele Capra, dall’assessore alla cultura Gigliola Fracchia e dalla curatrice Iris Devasini che ha fatto un lavoro sia estetico per l’allestimento che di ricerca dei materiali eccellente, quindi dal gallerista Franco Soffiantino grande amico che ha scritto una lettera commovente, poi ecco la parola ai critici Piergiorgio Panelli e alla prof. Federica Mingozzie e al presidente della Consulta Marco Garione.
Infine l’attore Fabio Fazi per il Teatro della nebbia ha letto una toccante poesia davanti ad un numerosissimo pubblico fra i quali erano presenti i famigliari commossi;
Si è premiato l’artista con una mostra di importante qualità ed allestimento raffinato ma anche l’uomo dall’umiltà unica , raro esempio in un contemporaneo che vive di ego e narcisismo, dove per lui invece la prerogativa era la bellezza nell’inventare nuovi segni nuove forme.
Un artista che si è espresso con l’arte visiva ma non solo anche con il teatro ed il cinema ,( bellissima la raccolta video dei frammenti di alcune partecipazioni di Perrera nel mondo del cinema).
La mostra inizia nella ricostruzione ipotetica del suo studio per poi passare alla produzione degli anni 80 caratterizzata da una visione neo pop legata all’essenzialità del segno, per poi reinventare tridimensionalità in cui gioca il senso del recupero dell’oggetto dimenticato, nascono cosi i legni trovati ricoperti da garze,tele, in un primo tempo tonali poi sempre più accesi. Negli ultimi anni Perrera cerca la luce del colore per attraversarla con il buio del suo buco anima , nascono cosi forme surreali anche di grandi dimensioni. L’artista trova la necessità di oltrepassare lo spazio e la forma capovolgendo sempre in qualche modo il quotidiano interrompendo la solitudine tra cielo e terra, tra dentro e fuori , tra amore e odio. Un personaggio che emana libertà e leggerezza attraverso le sue opere come scrive la Devasini “ Ed è in quello spazio senza gravità che lo immaginiamo fluttuare come un personaggio Felliniano”..Molto interessante anche il catalogo con i testi critici ed alcune foto delle opere.
Piergiorgio Panelli
(foto ellea)






