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Brusasco e le visioni di Margherita
Concluso il tour delle chiese
L’ultima uscita di formazione per il ciclo di incontri di approfondimento promossi dall’associazione Antipodes ODV (il tour delle chiese) si è tenuta a Brusasco nella pregevole parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo.
Ben studiata nel corso dei decenni scorsi da Carlo Caramellino, l’edificio si presta ancora a nuove scoperte condivise nel corso della visita di Manuela Meni che ha curato l’incontro.
Costruita a partire dal 1720 per ovviare ai problemi di spazio e di lontananza dal centro abitato presentati dall’antica parrocchiale che sorgeva in prossimità del castello, l’edificio fu al centro di una lite, ben presto sfociata in causa legale, tra il conte Giovanni Ottavio Cotti e la parrocchia che si risolse nel decreto firmato da Mons. Radicati che ne ordinava la demolizione alle fondamenta.
L’analisi delle caratteristiche architettoniche dell’edificio mostra come, in realtà, fu abbattuto solo il cornicione superiore e la costruzione fu completata circa trent’anni dopo grazie al supporto del nipote del conte Cotti. L’interno si presenta ricco di opere artisticamente pregevoli che evidenziano la stratificazione di committenze susseguitesi nel corso dei secoli: particolare attenzione merita il pregiatissimo altare marmoreo, le numerose sculture e pitture che evidenziano un significativo legame con artisti legati alla scuola torinese e al noto pittore Claudio Francesco Beaumont e i ricchi altari laterali ornati da paliotti in scagliola della scuola dei Solari e pregevoli tele tra le quali si cita la Madonna del Rosario di Giorgio Alberini.
Le ricerche condotte in preparazione alla visita hanno permesso di approfondire, oltre agli aspetti più prettamente storici e artistici, anche eventi legati alla vita della popolazione. Nello specifico, presso il fondo “Parrocchie” conservato presso l’Archivio Storico Diocesano, sono stati reperiti i testimoniali di interrogazioni inerenti alle visioni avute da Margherita, figlia di Pietro Dal Piazzo di Brusasco, che all’epoca dei fatti (1646) aveva 12 anni. Portando al pascolo le pecore la giovane ebbe numerose visioni di una donna vestita d’azzurro e di argento con i polsi ornati da nastri rossi che le chiese di porre nel luogo in cui era solita apparirle di porre una croce di legno ornata da una corona di spine. I documenti non contengono l’epilogo della vicenda, ma offrono la possibilità di gettare una piccola luce sulla storia antica della comunità parrocchiale.
L’associazione Antipodes ODV cogli l’occasione per ringraziare tutti i parroci e i volontari parrocchiali per la disponibilità e tutti i partecipanti agli incontri per l’interesse dimostrato.
ch.m.
FOTO. La facciata in una immagine scattata sabato






