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Frammenti sparsi-
Il trovatore Aimeric de Péguilhan
Il trovatore Aimeric de Péguilhan (1170 ca - 1230 ca), citato da Dante, era figlio di un drappiere di Tolosa. Fu ospite di diverse corti, poi forse a causa della crociata contro gli Albigesi, dovette abbandonare la patria per recarsi in Italia. Aimeric ha composto almeno una cinquantina di componimenti, di cui alcuni completi della musica che li accompagna.
Nella canzone di crociata «Ara parra qual seran envejos», scritta tra la primavera del 1213 e l’estate dell’anno successivo Aimeric de Péguilhan rivolge a Guglielmo VI marchese di Monferrato e re di Tessalonica (1173 – Almyros, 17 settembre 1226) l’invito a dedicarsi alla spedizione oltremare come lo zio Corrado e il padre Bonifacio I di Monferrato, con queste parole: «Marchese di Monferrato, i vostri antenati ebbero il premio e l’onore della Siria e voi, signore, vogliate ottenerne altrettanto: in nome di Dio vestite il segno e passate oltremare: ne trarrete merito e onore in questo mondo e, in Dio, la salvezza». Del resto già più volte, Guglielmo era stato esortato inutilmente a prendere la croce da un altro trovatore, Elias Cairel, che era stato ospite di Bonifacio di Monferrato.
Dionigi Roggero






