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A Spigno Monferrato il volto delle streghe
Tra storia, memoria e tradizioni popolari
SPIGNO MONFERRATO – Un viaggio tra storia, memoria, antropologia e tradizioni popolari, per restituire una figura, quella della strega, più complessa dell’immaginario folkloristico. È il filo del convegno “Il volto delle streghe: storie, simboli, racconti”, che sabato 19 settembre ha aperto la seconda edizione di MASCA – Il ritorno della strega, animando Spigno Monferrato nel weekend.
Ha introdotto e moderato il ricercatore e saggista di storia locale Giuseppe Testa, presidente del Consiglio comunale di Finale Ligure. Il suo intervento ha collocato il tema nella vicenda storica, sottolineando come la storia del processo alle streghe di Spigno non possa essere separata dal contesto politico, sociale ed economico in cui maturarono le persecuzioni.
Spigno, ha ricordato Testa, conserva una documentazione di grande interesse negli archivi legati alla diocesi di Savona. La Pro Loco ha recuperato documenti su interrogatori, corrispondenza tra vicario foraneo e vescovo e rapporti con le autorità inquisitoriali. Un patrimonio ancora da studiare, che potrebbe chiarire aspetti della vicenda locale.
La persecuzione delle streghe, secondo i documenti, non fu solo opera dell’autorità ecclesiastica: in diversi casi il potere civile intervenne con maggiore durezza, anche per ristabilire l’ordine sociale in periodi segnati da guerre, carestie ed epidemie. Nel caso di Spigno, peste, povertà e passaggio degli eserciti in Val Bormida crearono una situazione di estrema fragilità. Testa ha richiamato la necessità di proseguire la ricerca: degli episodi più drammatici non sono ancora stati rintracciati tutti gli atti processuali e restano da chiarire aspetti sulle vittime.
Interessante il contributo di Cristina Rossi, giornalista e scrittrice, con la relazione “Segni che curano: fra fede e medicina popolare”. Attraverso storie, ritualità e gesti tramandati, Rossi ha accompagnato il pubblico nel mondo dei guaritori popolari, mostrando come la cura tradizionale nascesse dall’intreccio tra credenze religiose, conoscenze empiriche e rapporto personale tra guaritore e malato.
Il viaggio è proseguito con Paolo Giardelli, antropologo culturale e studioso delle società rurali. La sua relazione, “Voli notturni di streghe e anime dannate”, ha esplorato racconti legati a cavalcate notturne, anime, demoni e creature misteriose. Giardelli ha mostrato quanto sia sottile, nella cultura popolare, il confine tra esperienza, memoria e costruzione leggendaria.
A chiudere è stata Cristina “Viola” Bertolino, fondatrice di Folklore in Piemonte (www.folkloreinpiemonte.it) e direttrice di Tracce di Masche, atlante digitale delle streghe piemontesi. Il suo intervento ha offerto un viaggio nella geografia culturale del Piemonte, tra luoghi, racconti e tracce che sopravvivono nella memoria delle comunità. Significativa la presentazione della nuova traccia dedicata proprio a Spigno.
Ne è emersa una lettura della masca lontana dagli stereotipi: non solo la strega delle fiabe, ma una chiave per comprendere il rapporto delle comunità con il territorio, la paura, la malattia e il bisogno di spiegare ciò che non era facilmente spiegabile.
A portare il saluto sono stati, oltre al Sindaco di Spigno Walter Astengo, il presidente della Pro Loco Angelo Rubba e l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e i rappresentanti delle associazioni culturali locali. Il convegno ha dato il via a un weekend in cui il mistero delle masche ha trasformato il borgo in un luogo di incontro tra ricerca, cultura e memoria, dimostrando come anche una storia dolorosa possa diventare occasione per conoscere più a fondo il territorio e interrogare le tracce lasciate dal passato.
Luca Beccaria






