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Il Limmud per Elio Carmi

Tra i ricordi quello di Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche

A poco più di un mese dalla scomparsa Elio Carmi è una figura sempre presente nel cuore e nel pensiero di tutti coloro che l’hanno conosciuto. L’ennesima prova è la piccola folla che si è trovata il 29 febbraio per il “Limmud” a lui dedicato. Una parola che in ebraico significa “studio” e indica sia un momento di ricordo condiviso, sia un commento della vita di chi non c’è più, prendendo spunto dalla Parashà (lettura della Torah) del sabato successivo. Un incontro virtuale, quello per Elio, perché, come ha esordito da Marco Di Porto, chiamato a condurlo, era il modo migliore per unire i suoi tanti amici sparsi per il mondo.

Prima ancora del Presidente della Comunità o del grafico di fama (l’ultimo lavoro che porta anche la sua firma è il logo del G7 italiano), Di Porto lo ricorda come nonno: di suo figlio Leone, nato da Daria, e di Edna, figlia di Diletta e James, evocando casa Carmi trasformata in un asilo nido per accogliere i due bambini nati a pochi giorni di distanza. “Di Elio mi hanno colpito tante cose: l’incredibile velocità con cui capiva le situazioni, l’affetto di cui era circondato nella sua Casale... Nell’ultimo periodo ha avuto il pensiero ricorrente di lasciare alle future famiglie tutto in ordine. Il suo ultimo piccolo miracolo è stato tratteggiare il futuro di questa piccola Comunità”

A ricordare l’impronta lasciata da Elio nell’ebraismo è stata soprattutto Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche: “La sua nota speciale è di aver offerto il massimo delle proprie competenze specialistiche e tecniche, ma anche del suo modo di intendere l’ebraismo come contributo delle piccole comunità. In qualsiasi tipo di situazione ci ha offerto il suo punto di vista in maniera assolutamente positiva. Un concetto di fiducia che era allargato a tutta la famiglia e a tutta Casale. Persino la malattia è stata vissuta da Elio come se non fosse un limite, cercando di proteggere, fino all’ultimo giorno, il lavoro che ha portato avanti. Il suo sorriso, la sua barba, il suo modo di osservare, sarà parte di noi e di questa istituzione.

Il Limmud è proseguito con i ricordi di Davide Jona Falco, Assessore alla Comunicazione dell’UCEI e con gli interventi di Rav Roberto Della Rocca, Direttore dell'Area Formazione e Cultura dell'UCEI e Rav Ariel Finzi, rabbino di riferimento per la Comunità di Casale. La commozione di Daria Carmi si è trasferita a tutti i presenti nella lettura di un documento condiviso con tutta la mia famiglia. “Ricordarè ciò che diceva e faceva è il tentativo di tenerlo vicino, di non disperdere il patrimonio di una vita che ha donato a questa terra e a noi. Momenti che oggi appaiono preziosissimi”.

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