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Il libro su San Domenico di Dionigi Roggero

Presentato venerdì in una chiesa gremita

  Venerdì in una chiesa gremita di persone è stato presentato il libro di Dionigi Roggero su San Domenico, dedicato a don Antonio Gennaro, attento e impegnato parroco della chiesa, in ricordo dell’infaticabile zelo nel restauro del complesso monumentale di San Domenico.

L’incontro è stato aperto da Gian Maria Sabatini, presidente di “Aperture sull’Arte” e condotto da Johnny Zaffiro, che ha ricordato che ricavato sarà devoluto al restauro del settecentesco paliotto in scagliola di Pietro Solari, l’unico rimasto in precarie condizioni conservative.

Data la vastità e la complessità di temi riguardanti San Domenico, si è concordato di suddividere gli interventi. La parola è subito passata alle autorità per i saluti istituzionali.

Per mons. Gianni Sacchi, vescovo della città, l’opera è uno strumento prezioso nella conoscenza della chiesa di San Domenico e del suo prezioso patrimonio di straordinario valore.

Per il vicario generale, mons. Désiré Azogou,   il libro corredata da dettagliati rilievi e splendide immagini aiuta a diffondere la conoscenza della chiesa di cui ha la fortuna di essere parroco e contribuisce alla sua tutela e conservazione.

L'arch. Raffaella Rolfo, direttore dell’Ufficio diocesano Beni Culturali, sottolinea che il volume, che ripercorre la storia plurisecolare della chiesa e del convento domenicano, è al tempo stesso punto di arrivo e punto di partenza, in attesa di una seconda pubblicazione approfondita sugli importanti restauri effettuati negli ultimi anni. 

Dopo alcuni piacevoli e deliziosi intermezzi musicali del coro de “L’Opera dei ragazzi” e i bambini del “Coro della Scuola San Paolo”, diretti da Erika Patrucco, la proiezione di immagini (moltissime inedite) sul grande schermo ha accompagnato il dialogo tra l’autore del libro e il giornalista Luigi Angelino.

Dionigi Roggero si è soffermato sulla peculiarità di una chiesa dalla veste gotica, ma innegabilmente una bella opera rinascimentale, se messa in rapporto alla piazza, al portale, al chiostro, al convento e alla torre campanaria, frutto della volontà dei Paleologi di dare al Monferrato una capitale e una corte degna di essa in una stagione che poneva l’uomo al centro del mondo. Luigi Angelino sulle grandi tele tra Barocco e Rococò, commentando le operazioni del gruppo di lavoro del laboratorio Nicola Restauri di Aramengo nella rimozione e successiva installazione delle grandi tele di Giovanni Crosio e Pietro Francesco Guala tra l’agosto 1970 e il dicembre 2018. Due originali e inaspettate sorprese hanno attirato l’attenzione del pubblico: l’immagine di una giovane giornalista e attrezzato fotografo Luigi Angelino e la stampa della pagina de Il Monferrato con l’articolo (uno dei 696 'Viaggi d'autore'...) dei due relatori sul restauro del portale e la foto sul ponteggio di un sorridente Antonio Gennaro a fianco dell’arch. Rolfo

L’incontro si è concluso coi complimenti del sindaco Emanuele Capra  e sulle note dell’organo suonato da Matteo Camagna che accompagnava la lunga e silenziosa coda di persone in attesa del firmacopie dell'autore. 

FOTO: Firmacopie (f. ellea)