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Mostra ArtMoleto
Di Alessandro Anselmo
Moleto si veste a festa e accoglie come ogni anno la mostra d’arte contemporanea della collettiva ArtMoleto.
Sabato e domenica tredici artisti hanno esposto le proprie opere per le vie del Borgo e i cortili privati che per l’occasione sono stati aperti al pubblico. “Un fine settimana all’insegna dell’arte, della musica e della cultura con protagonista il nostro bel borgo di Ottiglio – ha spiegato sabato scorso durante l’inaugurazione della mostra il sindaco Massimo Pasciuta. Siamo onorati di avere nel nostro Comune una serie di manifestazioni così importanti che danno lustro al nostro territorio. Auspico che sia solo l’inizio di una grande collaborazione per i prossimi anni”. Nel weekend infatti Moleto è stato anche teatro del “Moleto hill music art fest”, la rassegna musicale che si è svolta al Bar chiuso e del concerto di Rondò in Monferrato.
“Quest’anno ArtMoleto ha spento 10 candeline – ha detto Michelle Hold, fondatrice e tra i curatori della collettiva – e come dall’inizio il nostro progetto artistico internazionale continua a essere incentrato sul dialogo e sul confronto fra gli artisti accumunati dall’amore e dal rispetto della natura”. Natura che è stata la protagonista indiscussa del tema di quest’anno della mostra intitolata “One with nature” incentrata sull’attenzione e la salvaguardia dell’ambiente.
Tra gli autori incontriamo l’artista Bona Tolotti, nata a Milano ma ottigliese d’adozione ormai da molti anni, che spiega il suo dipinto “Uriki. La visione della foresta” “un omaggio che ho voluto fare a Davi Kopenawa, sciamano e portavoce del popolo Yanomami che si batte per la salvaguardia della foresta Amazzonica”, spiega Tolotti. Kopenawa è recentemente salito alla ribalta delle cronache nel commentare il disastroso incendio che ha coinvolto la foresta Amazzonica pochi giorni fa. L’opera di Tolotti colpisce per la capacità di utilizzare i colori, come le infinite tonalità di verde che si possono scorgere, ad esempio, solo a un’attenta analisi del dipinto “Mothers Nature’s son”. Anche Cate Maggia, originaria di Borgosesia (Vercelli), ma residente a Casale da tempo, nella sua esposizione ha sottolineato con forza come “essere natura sia riconoscere la sacralità e l’interconnessione planetaria di ogni singolo elemento con il tutto per il benessere del mondo intero”. Maggia ha intitolato la sua esposizione “Giro giro tondo” e ha deciso di esprimere la propria arte lavorando sui vecchi telai da ricamo, unendo fotografia, ricami, veli e pittura in un’unica opera.
“Ogni opera esposta – ha spiegato Michelle Hold - è un tassello all’interno di una costruzione più ampia e ogni lavoro appare come un dettaglio descrittivo, un’impressione visiva o spirituale. L’intreccio tra la pluralità della visione degli artisti e la sensibilità di chi si relaziona con le opere, offre un processo di identificazione con la natura stessa dell’uomo e la sua storia, cioè con la nostra storia e con la nostra esistenza”.
Quattro i punti nel Borgo in cui le opere sono state dislocate: sulla strada quelle di Daniela Vignati, Ilenio Celoria, nel cortile Amaranthus le opere di Petra Probst, Michelle Hold e Andrea Massari, nel Cortile Paulonia: Giò Bonardi, Cate Maggia, Piero Ferroglia, Teresio Polastro, Alex Sala e Bona Tolotti e infine nel ristorante Cave di Moleto: Irina Lis Costanzo, Alexandra Winterberg.
A introdurre la mostra che si è conclusa domenica 8 settembre è stata la performance ‘Anima _Animus’ con Dora Ayala e Alex Sala e il concerto per sole voci a cura di “Divertimento Ensemble” accompagnati dall’aperitivo con i vini della Tenuta Tenaglia e Tenuta Santa Caterina.
“Stiamo lavorando per migliorare sempre di più il nostro Comune e il borgo di Moleto – ha concluso il sindaco Pasciuta. In primavera partiranno infatti i lavori di pavimentazione della strada principale di Moleto con Pietra di Luserna grazie al contributo e alla supervisione dell’Unesco, mentre sempre in primavera inaugureremo la terrazza Unesco: un affaccio unico sulle nostre colline”.






