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Il Banksy torna a Venezia

Per la Biennale dopo il restauro di Federico Borgogni

 

"Migrant Child", che rappresenta un bambino migrante con un giubbotto di salvataggio e un razzo di segnalazione, era apparso sulla facciata di Palazzo San Pantalon a Venezia in Sestiere Santa Croce nella notte tra l’8 e il 9 maggio 2019. Il murale è una delle due opere ufficialmente riconosciute da Banksy -uno dei maggiori esponenti mondiali della street art-presenti in Italia (la seconda è a Napoli) 

Finiva a filo d’acqua, acqua che  ne aveva distrutto circa il 35 per cento, di qui la decisione da parte della proprietà del palazzo (Banca Ifis) di rimuovere l’opera per il restauro affidato lo scorso anno a Federico Borgogni, sede e laboratorio in Monferrato tra le case in salita di Ozzano, grazie al suo curriculum che lo aveva già visto ad esempio occupato in Gran Bretagna a Bristol  nel recupero di altri due lavori di Banksy. A lui si deve, partendo dal consolidamento del muro, lo stacco (dello stesso muro), uno “stacco” perchè non si poteva realizzare un lavoro in loco senza prima rimuovere le parti ammalorate di muratura. Un muro, affacciato su un canale,  incrostato da tanto sale (pensate alle maree), alghe, mitili di qui il risanamento fatto in terraferma; così  Borgogni ha affrontato una sfida complessa a causa in primis del degrado della facciata di Palazzo San Pantalon, in procinto di crollo. Il lavoro ha previsto il consolidamento della superficie pittorica, la rimozione di alghe e licheni e la realizzazione di un sistema di ancoraggio con malte antisismiche. È stata applicata una tecnica innovativa per il distacco e il restauro della porzione di parete in laboratorio (nei pressi di Mestre). 

E giovedì 7 maggio -ecco la buona notizia-il dipinto è tornato a Venezia, dove l’esito del restauro è stato svelato in un evento pubblico alla Tesa 113 dell’Arsenale, simbolicamente proprio nell’ambito della 61^ Esposizione internazionale d’Arte della Biennale e giustamente il nostro  Federico Borgogni  è di nuovo finito su video e giornali di mezzo mondo. Alla presentazione era presente Vittorio Sgarbi che ha recitato un ruolo di primo piano per il salvataggio dell’opera fin dal tempo in cui era sottosegretario. Il murales ha poi compiuto nei due giorni successivi un tour su una imbarcazione nei canali del centro storico per essere ammirato da residenti e turisti.

  Dopo questo restauro, il Bansky, ci anticipa Borgogna, sarà riposizionato  in una teca di vetro che sarà provata per sei mesi in loco.

Ci piace ricordare alcuni impegni "locali" di Borgogni, per il comune di Casale il restauro del letto di Napoleone, per la Diocesi monferrina  il recupero dell’altare ligneo della  cappella del Rosario di San Domenico di Casale, la decorazione di  San Biagio di Conzano e il crocifisso di Solonghello, per il Comune il portale di S. Antonio a Rosignano con interessanti scoperte. Sta per iniziare, commissione da Frassinello, il recupero di un quadro del Seicento.

Luigi Angelino

FOTO. Borgogni a Venezia al restauro di "Migrant Child"