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Giovanni Saldì, performer a Roma
A laboratori con Presicci e Battaglia
L'artista casalese Giovanni Saldì dopo aver passato le selezioni e le audizioni, è stato ammesso a partecipare due laboratori a Roma ("con dei professionisti fantastici..."), dal titolo L’Accademia dell’immobilità, scuola itinerante diretta da Luigi Presicce, e La Performance - Dare vita e dare forma, diretto dal pianista e compositore Stefano Battaglia.
I progetti erano ospitati negli spazi de La Pelanda – Mattatoio che aspira a diventare, a partire dal 2020, una vera e propria scuola di alta formazione sui linguaggi delle arti performative, ma anche un laboratorio permanente di progettazione e sperimentazione sia di espressioni artistiche che di forme di vita comunitaria.
Entrambe i laboratori sono stati rivolti ad artisti e performer, e hanno consentito la possibilità di vivere questa residenza d'arte fondendo varie discipline e mettendo in relazione artisti provenienti da formazioni diverse.
Il ciclo di studi dei due progetti, durati due mesi, si è concluso con due performance.
Quella diretta da Presicce, svoltasi in collaborazione con il Teatro dell'Opera che con costumi e fondale, ha permesso la realizzazione di questo tableau vivant ispirato a una miniature del Quattrocento dal titolo "La vendita della fanciulle ai mercanti".
Quella diretta da Battaglia, svoltasi In occasione della Notte dei Musei, sabato 18 maggio (promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura), con una performance corale composta da attori, cantanti, ballerini, musicisti e artisti delle arti visive. Saldì si è occupato di creare un installazione scenografica e della realizzazione estemporanea di un mandala costituito da pietre, in sinergia con le note del pianoforte di Battaglia. Nel susseguirsi degli atti, l'artista casalese ha dialogato artisticamente con ballerini, attori e il suono degli strumenti degli altri musicisti.
Tra gli obiettivi del percorso formativo di Stefano Battaglia c’è l'abbandono ideale dei modelli e stili studiati ed acquisiti per ritornare ad uno stadio di "re-inizio indotto", grazie al rifiuto dell'imitazione e della ripetizione a favore di una manifestazione artistica.
l.a.






