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In ricordo di Fernando Bibollet

di Pio Carlo Barola

Ho appreso da Emanuele Demaria, Sindaco di Conzano, che il pittore Fernando Bibollet (1932) è mancato in Torino ed è stato sepolto a Conzano dove aveva un’abitazione per le vacanze.

Mi tornano in mente le sue  preziose lezioni che teneva al Liceo Artistico “Renato Cottini” di Torino dove ero studente.  La sua gentilezza e disponibilità erano tali da continuare gli insegnamenti anche a casa propria dove aleggiava il profumo della trementina e dei colori ad olio, dove mi ha svelato i segreti del dipingere e come preparare una tavola di legno con la colla di coniglio. 

Bibollet era un esperto anche nelle sfumature con matite colorate acquerellabili su cartoncini Schoeller. Io ero agli inizi e tutto mi affascinava ma a volte mi mancavano i soggetti; allora chiesi consiglio al Maestro ed egli mi rispose: “ senti Barola, tu oltre al bus, fai un pezzo di strada a piedi?”… risposi “naturalmente si”, “… allora guarda per terra, raccogli un sasso, un rametto, una foglia...  ecco prova a guardarli attentamente e a disegnarli …”. Ho capito l’importanza delle piccole cose che solo una persona sensibile può elevare ad opera d’Arte. Ecco, Bibollet per me è sempre stato l’artista che dialoga e interpreta la natura; per questo era affascinato dalla montagna dove trascorreva le vacanze,  tra Piemonte e Valle d’ Aosta, a Promiod sopra Chatillon.

E’ stato definito un pittore dell’anima, un pittore meditativo e la grande mostra “Sur les sentiers du Val D’Aoste”, tenutasi ad Aosta tra novembre 2009 e febbraio 2010,  ne è stata testimonianza.

Bibollet ha esposto in varie mostre , la prima nel 1959 e, in particolare, voglio ricordare quella alla Galleria d’Arte Fogliato di Torino nel gennaio 1992 dove ho portato gli alunni del Liceo Artistico “Luigi Canina” di Casale Monferrato. Importante anche la sua personale in “Villa Vidua” a Conzano nel 2001 e la partecipazione alla Biennale “Grafica ed Ex Libris” nel 2005.

Sono grato al mio Maestro Fernando perché ritengo che se sono diventato pittore lo devo proprio a lui, alle ore che mi ha dedicato e allo scritto di presentazione e incoraggiamento alla mia prima mostra personale nel 1978 quando avevo 22 anni.

                                                                                                                Pio Carlo Barola