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Figure che scompaiono
Maria Rosa Querini Borri, vedova di Guido Nicola
Cordoglio nel mondo dell'arte e soprattutto del restauro per la scomparsa, avvenuta oggi, mercoledì, all'ospedale di Asti, a 95 anni, di Maria Rosa Querini Borri, vedova di Guido Nicola; entrambi avevano fondato nel 1947 un laboratorio che prima a Torino, poi ad Aramengo ha portato il nome Nicola nel mondo per la passione e la bravura esecutiva dei loro interventi.
Lasciano due figli: Gian Luigi e Anna Rosa che hanno ereditato alla grande il loro "mestiere".
"Una tipa tosta la mamma - ricorda Anna Rosa -e il suo carattere è emerso ancor più chiaro col passare degli anni. Era nata in una famiglia benestante, il nonno era antiquario, pittore e restauratore, uno dei suoi fratelli pittore e musicista, lei studiava danza classica e pianoforte. All’epoca, anni quaranta, avevano la cameriera, la macchina e la casa era arredata con oggetti preziosi, quadri alle pareti e tappeti a terra. A 13 anni e mezzo (lei era del 1930) arrivò ad Aramengo. Il nonno era sfollato qui per salvare, oltre che la pelle, le opere che aveva nel suo negozio a Torino in Piazza Castello, alla Galleria Subalpina. Qui conobbe papà e i due si innamorarono di un amore puro e bellissimo che crebbe piano piano e durò per sempre. Si sposò a 16 anni, nel 1946 e lasciò tutta quella vita agiata per stare con papà che non aveva nulla e non aveva voluto nulla dal nonno se non la possibilità di andare a scuola da due restauratori che il nonno conosceva....".
Da aggiungere che Maria Rosa Nicola si ritagliò uno spazio proprio specializzandosi nel restauro delle opere su carta, antiche e contemporanee, e sul restauro dei tessili. Lavorò per molti artisti contemporanei che le portavano disegni e dipinti su carta da foderare su tela: Casorati, Spazapan, Colombotto Rosso, Mario Merz, De Valle... Restaurò moltissime bandiere e manufatti del Museo Mazziniano di Genova e nel 1971 anche 140 bandiere dell’Armeria Reale di Torino che vennero esposte ad Aramengo in laboratorio in occasione del IV Congresso Internazionale di Vessillologia che fece arrivare ad Aramengo esperti da tutto il mondo (il catalogo di quella mostra è uno dei top sul tavolo dello studio di casa, nda). Aveva la capacità di dividere con il bisturi un foglio di carta nel senso dello spessore.
Conclude Anna Rosa: "Ho imparato molto da lei e certamente la mia manualità è un suo dono. Ricordo alle elementari scrivendo col pennino, una volta mi scappò una macchia d’inchiostro sul quaderno. Cancellai con la gomma e feci un buco sul foglio. Mi vide piangere disperata. Lei mi rassicurò, ritagliò un pezzo da un altro foglio e fece un innesto così preciso che la maestra non se ne accorse. Fui felice di non dover ricopiare tutto il compito... Mi piace pensare che finalmente riabbraccerà papà...Sono stati insieme ad affrontare le difficoltà della vita per 68 anni e dopo che papà è morto (2015 serenamente a 93 anni, ndr) non ha più voluto uscire di casa...". (Con la finestra che guardava l'entrata del grande laboratorio di restauro di Aramengo e dalla quale ci salutava con la mano quando arrivavamo, nda).
Luigi Angelino
FOTO. Maria Rosa e Guido Nicola






