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La giovinezza dei grandi monferrini...
Angelo Morbelli, l'acquisto di villa Maria alla Colma
l «ramo casalese» della famiglia Morbelli, oggi detto «della Colma», appartiene alla linea dei signori di Morbello e consignori di Rivalta Bormida, due feudi posti sotto il controllo dei marchesi del Monferrato, che ne concessero parti a famiglie nobili. La linea casalese nacque dal trasferimento di Domenico (trisnonno di Angelo Morbelli), nato a Rivalta, ma trasferitosi a Casale, dove nel febbraio 1756 acquistò un vigneto dal Capitolo della Cattedrale.
Dal matrimonio ebbe due figli: Filippo e Giuseppe. Tra le proprietà dell’ottocentesco «Catasto Terreni» è ricordata tra i beni la cascina con terreni alla Colma di Rosignano, ristrutturata dal nipote Domenico, figlio di Filippo. Trasformato in residenza di campagna della famiglia, l’antico casale passò da Domenico a Giovanni, il padre di Alfredo e di Angelo.
Il primogenito Alfredo, nato a Casale nel maggio 1850, ebbe da Saffo Ottavi il figlio Giovanni, detto «Jean», morto nel marzo 1882. Fu il secondogenito, il celebre pittore Angelo a sopraelevare il fabbricato con il lucernario, poi utilizzato come atelier.
Nato nel luglio 1853 ad Alessandria, dove il padre Giovanni era segretario presso la Regia Intendenza, fin da bambino dovette misurarsi con la prematura perdita della madre Giovannina Ferraris, morta nel novembre 1858, seguita nel giro di tre anni dalla scomparsa del nonno Domenico, del padre Giovanni e dello zio Filippo, celibe. È quanto emerge dalla documentazione inedita dell'archivio di famiglia, in particolare dall'inventario compilato nel giugno 1871 dal notaio Giovanni Flecchia nell'interesse del giovane Angelo, ancora minorenne, e di Alfredo, di tre anni più anziano, nominato tutore del fratello. In virtù del documento i due fratelli ereditarono l'intero patrimonio.
Nel documento è ricordata anche l'ignota abitazione cittadina della famiglia, nel vicolo San Giovanni (cantone di Ponente, contrada grande), dove Giovanni era impiegato alla Regia Intendenza prima del trasferimento ad Alessandria. Da sempre legato alla garbata dimora e al piccolo fazzoletto di terra della Colma di Rosignano, la minuscola frazione incastonata in un’area comunale «antica e vasta come una contea», la vita, i sentimenti e le stagioni di quel piccolo lembo di terra rivivono nelle opere del pittore, a perenne ricordo di una grande stagione dell’Arte. A «Villa Maria», così denominata in onore dell’amatissima giovane moglie milanese Maria Pagani, madre dei quattro figli (Alfredo, Armando, Rolando e Celso) e ispiratrice dei suoi quadri, l’artista immortalava gli scorci del giardino con i suoi gradoni che assecondano il dolce declivio della collina e i colorati vasi di gerani sullo sfondo dei ridenti colli monferrini.
Diventata il cenacolo della «Nuova via pittorica al Divisionismo», la bella residenza di campagna, è visivamente richiamata dai medaglioni con i ritratti di Giovanni Segantini, di Giuseppe Pellizza da Volpedo (scritto con una sola «L»), di Emilio Longoni, di Leonardo Bistolfi e di Emilio Quadrelli, raffigurati da Giovanni Sottocornola al posto dei «puttini» nel fregio a monocromo, cui si aggiunge il bassorilievo donato dal Bistolfi e incastonato sulla facciata della villa. La pittoresca dimora monferrina era il luogo di partenza e di arrivo di una singolare rete epistolare, tanto delicata sentimentalmente quanto varia e suggestiva geograficamente, oltre ad essere il luogo di incontro di uno straordinario sodalizio composto di illustri ospiti casalesi, tra cui lo scultore Leonardo Bistolfi e il fotografo Francesco Negri (che ha fissato nella memoria fotografica l'atelier), e di famosi artisti e letterati, come l'amico fraterno Giuseppe Pellizza, il pittore Angelo Barabino, il poeta e scrittore Giovanni Cena, oppure gli inglesi Samuel Butler col suo biografo Henry Festing Jones, certamente introdotti dal comune amico Francesco Negri. Queste le minuziose indicazioni topografiche contenute in una lettera del l’agosto 1907 indirizzata al tortonese Angelo Barabino: «Per venir da me, da Alessandria vi sono due vie, o la ferrovia per Casale, indi la susseguente per S. Giorgio (donde in mezz'ora di placida salita si viene alla Colma), oppure col tram da Casale, che può fermarsi al Bivio Vignale. Dal Bivio a Terruggia (prima piana, poi lieve salita) ci sono un 35 minuti di strada, da Terruggia alla Colma (discesa e salita), un 25 minuti... indi vedrà la nostra casetta, restaurata, rialzata e abbellita, e già arricchita d'un bassorilievo in marmo di gesso! del Quadrelli e una fascia greggia che aspetta ancora un qualche pittore affreschista che mi faccia dei puttini... Non le rincrescerà della strada fatta, quando saprà che sono in una posizione panoramica, con terrazza al di sopra dello studio... donde si contemplano le piramidi (dei campanili monferrini…)». A proposito della vicenda umana del grande pittore divisionista, il compianto Camillo Cappellaro ricordava che «[…] il suo locus animae, la casa, la terra, le stagioni, vada ricercato in un definito lembo di terra monferrina, la frazione Colma di Rosignano. Qui le radici, i richiami, le suggestioni incancellate. Un contesto territoriale che non può essere scisso dal suo nome e dalla sua opera, che gli appartiene non meno di quanto Volpedo e il tortonese appartengano all'amico fraterno Giuseppe Pellizza».
Dionigi Roggero (2, il primo articolo della serie era dedicato a Bistolfi, foto all'entrata di villa Maria, f. ellea)






