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Tour delle chiese
A San Maurizio, piccolo gioiello - Prossima uscita con un "trittico" di visite
Sabato 8 luglio si è tenuto il secondo appuntamento di “Luglio tra l’arte e le colline”, il ciclo di approfondimenti guidati sul territorio promosso dall’associazione di volontari per l’arte Antipodes grazie ai contributi CEI_fondi 8xMille.
La mattinata si è volta presso la chiesa conventuale di San Maurizio in San Maurizio di Conzano dove i partecipanti, molto numerosi, sono stati accolti dal parroco don Dariusz e guidati da Giovanni Bonardi e da Emanuele De Maria (sindaco, nelle vesti di guida).
La visita ha avuto inizio dal piazzale dal quale si gode di un’ottima vista sulle colline circostanti, ma (come sottolineato da De Maria) non fu la prima sede della chiesa che un tempo sorgeva in una zona più pianeggiate, poi lasciata perché insalubre era indicata come “Caselle”.
Officiata dai frati del Terzo Ordine francescano fu costruita negli anni ’30 del XV secolo e poi riplasmata intorno al 1470. Il complesso di chiesa e convento, che vantò uno stretto legame con la famiglia paleologa prima, con le nobili famiglie monferrine poi e in tempi più recenti con i vescovi casalesi che qui vi trascorsero i periodi di villeggiatura, subì i duri effetti delle soppressioni napoleoniche che nel 1802 portarono alla chiusura di molti conventi e alla dispersione di opere d’arte. La chiesa e il convento furono riacquistati nel 1809 dal conte Pio Vidua, padre del più noto Carlo, il ‘viaggiatore’ qui sepolto con lunga necrologia; altra sepoltura illustre (da cercare) quella di Sofia Paleologa (Casale, 1399 – Trino, 9 febbraio 1437), la basilissa.
Pio Vidua donò il complesso alla Diocesi favorendo l’istituzione della nuova parrocchia. Ciò che non mutò, nel corso dei secoli fu la dedicazione al patrono Maurizio, soldato di fede cristiana che, rifiutandosi di compiere atti propiziatori agli dei pagani, trovò il martirio.
La chiesa, oggi, si presenta come un piccolo gioiello d’arte che ben testimonia la sua origine di importante centro francescano e il susseguirsi di interventi, di trasferimenti e di commissioni artistiche, tra le quali emergono decorazioni in stucco che incorniciano altari policromi settecenteschi, dipinti non ancora attribuiti, ma di grande raffinatezza e la grande tela con l’Assunzione della Vergine tra Santi di Martino Spanzotti (tempera, 1486 circa, un battistero da spostare). Da aggiungere che dal patrimonio ecclesiale mancano alcuni piccoli quadri spanzottiani, fanno parte di un bel polittico, due scomparti sono al Museo Civico di Casale e uno al Leone di Vercelli.
Le cappelle laterali sono state restaurate da Francesca Regoli e dallo stesso Giovanni Bonardi.
A conclusione del percorso dopo una visita nel chiostro in cui sono ancora visibili alcuni affreschi raffiguranti le storie di San Maurizio, don Dariusz e le collaboratrici della parrocchia hanno offerto a tutti i presenti un “dolce” momento di condivisione a base di torte e caffè.
Il prossimo appuntamento avrà luogo sabato 15 luglio dalle ore 10 alle 16.30. Si tratterà di un Itinerario guidato a cura di Sara Inzerra e dell’associazione Athena dal titolo “Dal romano al romanico” che si svolgerà tra Monteu da Po, Brusasco e Cavagnolo. Sarà possibile pranzare presso l’abbazia di Santa Fede di Cavagnolo al costo di 12€; è richiesta la prenotazione al 392.9388505. Il ritrovo sarà alle ore 10 presso l’area archeologica di Industria, Monteu da Po.
foto ellea






