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Sukkot e ... “merenda”
Calendario culturale: 5 novembre la presentazione del libro “Presidenti” (con Jaffe del Casale)
Servono un bel po' di parole ebraiche per descrivere la festa di Sukkot, certo c'è ne una che rende l'idea e va bene per tutti: “merenda”. Sono le 16 di domenica 8 ottobre: uno degli 8 giorni della Festa delle capanne e alla Comunità Ebraica di Casale Monferrato, Vicki Acik, medico di Valenza, riccioli rossissimi, ma soprattutto esperta di tradizioni ebraiche, spiega il significato della ricorrenza. Ormai è una presenza fissa, ma ogni volta trova n approccio diverso.
E' una bellissima giornata, per cui il pubblico trova posto nel cortile delle Api e Vicki può parlare direttamente da sotto questa capanna che viene eretta in tutte le case ebree in questo periodo. Sarebbe più giusto dire fuori dalle case ebree però: serve a ricordare il peregrinare nel deserto verso la terra promessa, le sette nuvole mandate dall'onnipotente per riparare il suo popolo, o più in generale tutti i rifugi provvisori che hanno accompagnato gli ebrei.
E' una festa complessa però, le prescrizioni per edificare, rigorosamente negli spazi aperti (cortile di casa o sul balcone), questa piccola capanna (succà) sono più complicate di un regolamento edilizio: tra i rami del tetto deve intravvedersi il cielo, ci vogliono cinque tipi di vegetali, ma Vicki ha scelto di ripercorrere la storia di Israele e spiega cosa doveva essere al tempo di Salomone la festa. I riti erano molti di più: si celebrava anche la gioia dell'acqua, c'erano spettacoli e addirittura si pregava e si facevano sacrifici per tutti gli altri popoli (gli ebrei ne conoscevano circa 70)
Tutto ciò rende questo momento una festa della felicità. Del resto viene dopo il periodo di contrizione del Kippur “Gli essere umani sbagliano – spiega Vicki – è nel loro programma, poi però bisogna saper ricominciare”. Succot con il suo essere profondamente “vegetale” simboleggia proprio questo: la natura che dopo la mietitura si appresta ad ospitare una nuova semina. Tutto prima o poi rinasce, basta saper aspettare.
E questo porta l'ultima considerazione: Succot è fondamentalmente la festa della merenda, dai tempi di Salomone consumata insieme a tutti: ebrei e non ebrei, con i prodotti della stagione trasformati in manicaretti: come i Lejkah con tanto miele per rendere l'anno dolce. E anche in questa domenica non sono mancati, sotto una capanna che ogni anno si allarga a comprendere tutti gli amici.
Domenica 15 ottobre la prevista conferenza di Agnese Cini Tassinario su Paolo de Benedetti non potrà avere luogo.
Sinagoga e musei saranno regolarmente aperti. Il calendario delle attività culturali riprende il 5 novembre con la presentazione del libro “Presidenti” di Adam Smulevich dedicato in gran parte al fondatore del Casale Calcio: Raffaele Jaffè.






