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San Bartolomeo Gospel Choir
Grande successo domenica alla chiesa di Sant’Ilario
Ci sono certe cose che vanno oltre la tradizione e diventano parte dell’architettura stessa di una comunità. Il concerto del San Bartolomeo Gospel Choir alla chiesa di Sant’Ilario probabilmente rientra in questa categoria. I numeri che snocciola il suo direttore Gianfranco Raffaldi, tra un brano e l’altro, sono impressionanti: questa domenica 11 gennaio ricorre il 320 concerto dalla fondazione del coro, avvenuta quasi un quarto di secolo fa. Inoltre, probabilmente è la 24ma esibizione qui, sotto queste volte.
La performance come di consueto chiude i concerti del Christmas tour di quest’anno, ne hanno fatti 21 in meno di un mese (altro record). Hanno cantato in cortili, palazzi e centri commerciali, facendo sempre sold out. E adesso anche i posti in piedi scarseggiano.
Una longevità, e un conseguente successo, che si spiega con la passione che ci mette Raffaldi per creare arrangiamenti divertenti, ma capaci di accendere le voci di entusiasti dilettanti. Impiegate, imprenditrici, insegnanti, funzionari pubblici, pronti a mettersi una tunica dai colori di un cioccolatino fondente e divertirsi. Sempre cantando le gioie del signore, ma un po’ anche quelle del funky e del rhythm and blues se occorre.
In questo senso, il concerto di Sant’Ilario non tradisce le attese del gran finale di una tournée importante: due ore di musica serrata interrotta solo da un piccolo e necessario momento di raccoglimento da parte del parroco don Franco Zuccarelli.
Repertorio collaudato, ma che di anno in anno assume più steroidi, e oggi in “The Best is Yet to come” si può sentire la Disco anni ‘70 e Adeste Fidelis viene ibridato dal rock del solido gruppo musicale che accompagna la formazione.
Quando c’è da armonizzare il coro lo fa rigorosamente, come se interpretasse una passione di Bach, ma al contempo segue le coreografie e trasmette Joyness a tutto spiano. Sfida persino classiconi come O When the Saint e Amazin Grace, dandogli una nuova scrittura. Ha anche delle ottime voci femminili soliste, così intense che forse meriterebbero di essere lasciate persino più libere di improvvisare sulla tessitura vocale, ma Raffaldi ha oltre 60 anni di esperienza musicale, chi siamo noi per consigliare. Intanto ha già pronto il 321 concerto in primavera: si chiamerà “non solo Gospel” e unirà al San Bartolomeo anche una sessione di fiati.
Alberto Angelino
FOTO. Al termine del concerto (f. ellea)






