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Coaloa, Strinati e Mattei al Salone del Libro

Oggi, lunedì 22 maggio, al Salone Internazionale del Libro, Roberto Coaloa con il noto critico d’arte Claudio Strinati e la scrittrice Annarosa Mattei discuteranno alle 16.30, allo Spazio Autori, di Trovatori, di Raimbaut de Vaqueiras e del Monferrato, di Leali Cavalieri, di conversazioni galanti, nel ricordo del grande canto cortese e della fin'amor. La conversazione è l’occasione di presentare al pubblico l’ampio lavoro di Annarosa Mattei, “L’enigma d’amore nell’Occidente medievale” (Prefazione di Franco Cardini, La Lepre Edizioni, Roma 2017). Questo libro racconta le origini del discorso d’amore risalendo fino al dodicesimo secolo, nei ricchi feudi del sud-ovest della Francia, dove fiorì nelle canzoni dei trovatori come esperienza totalizzante dei sensi e somma espressione di gentilezza d’animo.

Roberto Coaloa spiega: «Quel secolo rappresentò – nell’Aquitania e nella Provenza - un'epoca straordinariamente evoluta, dove uomini e donne erano amanti della bellezza, della poesia e della musica. Era un'epoca in cui donne e uomini erano protagonisti alla pari. C'erano il duca d'Aquitania, Guglielmo IX, sua nipote Eleonora. E ovviamente Riccardo Cuor di Leone e Maria di Champagne». Aggiunge Coaloa: «Quel tempo in cui l’amore era declinato al femminile interessò anche il Monferrato. Lì operò il celebre trovatore Rambaldo di Vaqueiras (Raimbaut de Vaqueiras). Rambaldo, dopo il 1190, lascia la sua Provenza per andare nell'Italia del Nord, passando per Genova e poi per Tortona, dove fu presentato alla corte dei Malaspina. Arriva nel Monferrato presso il marchese Bonifacio nel 1192. Ospite amatissimo, resterà molto tempo alla corte degli Aleramici, dove diventò uno dei più stimati Trovatori. Il suo destino seguì, da allora, quello di Bonifacio del Monferrato: il poeta combatte contro la città di Asti, nella campagna di Sicilia nel 1194, soggiorna alla corte di Guglielmo di Forcalquier, nel 1196. Poi ritorna nel Monferrato, dove s'innamora di Beatrice, sorella del marchese e sposa di Enrico del Carretto. Comporrà per lei e comincerà a cantare in diverse lingue. La Dama del Monferrato, che il trovatore chiama “Bel Cavaller” nelle sue poesie, è in modo particolare messa in epigrafe in tutte le “razos” (ovvero le spiegazioni che introducono il componimento poetico). La donna in quel tempo è “la domina”, l’uomo è il vassallo. E “amor” è una parola di genere femminile nel canto dei Trovatori. La figura esemplare di quell’epoca è Aliénor d’Aquitanie, che nel secondo matrimonio con Enrico, segna un’epoca della corona inglese fino all’attuale Elisabetta II, per il rituale dell’incoronazione della Regina Elisabetta II all’abbazia di Westminster, che segue l’antico rituale del matrimonio di Aliénor con Enrico. Inoltre, al nome di questa dama del medio evo è legata la leggenda di Re Artù, la magica e misteriosa spada Excalibur e le vicende dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Oggi scopriremo i misteriosi legami che legano il nostro Monferrato alle vicende dei Trovatori e delle Crociate».