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Buon compleanno Vidua
Al Circolo dei Lettori di Torino - Calendario di Villa Vidua a Conzano
Al Circolo dei Lettori di Torino, il Sindaco di Conzano, Emanuele Demaria, ha alzato un calice di vino (un Ruché), pronunciando un brindisi: «Buon compleanno Carletto!».
Esattamente 238 anni fa, infatti, il 28 febbraio 1785, nasceva, a Casale Monferrato, Carlo Vidua, conte di Conzano. A Torino, l’incontro, «Carlo Vidua, dal Monferrato all'Egitto ai cinque continenti», preceduto da una cena, è stato organizzato dal Comune di Conzano e dall’Accademia delle Scienze di Torino per far conoscere al pubblico torinese la figura del grande viaggiatore e presentare l’allestimento multimediale e inclusivo a lui dedicato a Conzano nella settecentesca Villa Vidua. Si è, infatti, completato lo scorso 8 ottobre un percorso pluridecennale di recupero della storica dimora dei conti Vidua, iniziato nel 1996.
La serata, seguita da un grande e appassionato pubblico, è stata condotta dalla giornalista Marina Maffei, che ha intervistato il Sindaco di Conzano (visibilmente commosso nel ricordare la fortunata mostra su Vidua, «un sogno realizzato») e quella su Ezio Gribaudo e l’Egitto, che durerà fino al 10 aprile). Sono seguiti gli interventi dei realizzatori della mostra permanente di Conzano dedicata a Carlo Vidua: il curatore scientifico Roberto Coaloa, storico e biografo del viaggiatore monferrino, la dottoressa Elena Borgi dell’Accademia delle Scienze, l’architetto Michele Bossio, il regista Davide Borra.
Ad arricchire la serata c’era l’attore conzanese Giacomo Capra, che ha letto alcune lettere di Carlo Vidua scelte da Coaloa per rievocare il rapporto tra Vidua e Drovetti e ricostruire lo storico «affaire» che portò la Drovettiana a Torino.
L’importanza di Vidua egittologo si può riassumere in due punti.
È stato il promotore della nascita del Museo Egizio di Torino. Senza di lui, la più grande collezione di antichità egizie radunata da Bernardino Drovetti sarebbe finita probabilmente in Russia, all’Ermitage, oppure in Francia, al Louvre.
L’ultimo punto è un capolavoro del viaggiatore: il viaggio in Nubia nel 1820 e la visita di Abu Simbel, che lo resero un punto di riferimento per Champollion e Cailliaud, che parla con ammirazione di Vidua a proposito della sua cura scrupolosa nel rilevare i monumenti e dell’eguale precisione nel copiare le iscrizioni. Vidua è il primo europeo a passare intere giornate all'interno del tempio di Abu Simbel e a prenderne le misure. Per questo motivo era considerato l’unico in grado di accompagnare la spedizione franco-toscana in Egitto, realizzata da Champollion e Rosellini nel 1828-1829.Champollion descrive Vidua come «un des voyageurs scientifiques les plus intrépides de tous les temps». Purtroppo, quando si realizzò il sogno di Champollion di visitare la Terra dei Faraoni, Vidua era già in Estremo Oriente.
Champollion aveva conosciuto Carlo Vidua a Torino il 7 giugno 1824. “Il decifratore” era a Torino per studiare la Drovettiana. Fu accolto dal Primo ministro del re, il conte de Cholex, dal Segretario di Stato, il conte Costa, e dal viaggiatore monferrino, che era stato il geniale «proponente» e «mediatore» tra Drovetti e la corte sabauda per l’acquisto della più grande collezione egiziana del tempo.
Se si vuole c’è ancora un punto, il terzo, meno importante ma fondamentale per riscoprire il conte di Conzano, a Casale Monferrato, sul tema dell’egittologia. Il conte piemontese è anche un collezionista di antichità egizie (ora conservate al Museo Civico di Casale Monferrato, raccolta che si compone di ventinove oggetti assai preziosi, come le sei statuine funerarie di Sethi I, che rimandano alla scoperta di Belzoni della tomba del faraone il 16 ottobre 1817). Tale collezione comprende anche due steli nubiane (conservate al Museo Egizio di Torino).
L’interesse del viaggiatore alla Terra dei Faraoni era nato nel febbraio 1819, quando Vidua aveva discusso della nascente egittologia con lo Zar Alessandro I. Il 25 maggio 1819, da Tula, Vidua ricordava la primavera trascorsa alla Corte di San Pietroburgo, e annotava: «L’Imperatore mi parlò assai de’ viaggi […] ed insistette perché andassi anche in Egitto».
Prima del viaggio in «Soria» e Terra Santa, dal Cairo, il 7 agosto 1820, Carlo scrive al Marchese Domenico Balestrino: «Quattro casse contenenti pietrificazioni ed altri oggetti di curiosità, come due lapidi, qualche libro, qualche piccola antichità Egizia e delle armi degli abitanti dell’interno dell’Affrica, ti saranno consegnate dalla casa Baracco di Genova. Ti prego d’inviarle a Torino a mio Padre, il quale ti rimborserà delle spese di trasporto ed altre, che mi farai piacere di pagare alla suddetta casa Baracco»
Roberto Coaloa
FOTO. L'intervento di Coaloa a Toriino, al suo fianco il sindaco Demaria, Maffei e Borgi
Oltre alla mostra in corso su Ezio Gribaudo e l’Egitto, Villa Vidua a Conzano ospiterà ogni domenica degli incontri, che hanno come tema la Terra dei Faraoni. Si inizia domenica 19 marzo, alle 16.00, con Marco Zatterin, che presenterà il suo volume “Il Gigante del Nilo. Storia e avventure del Grande Belzoni” (Mondadori). Poi, con lo stesso orario, si continuerà domenica 26 marzo, con Roberto Albertini, autore di un fumetto dedicato a Vidua e Belzoni, e domenica 2 aprile, con Elena Borgi, Laura Donatelli, Alessandro Roccati e Riccardo Lorenzino, che presenteranno il libro “Quando l’Egitto venne a Torino” (Hapax Editore). Curatore degli incontri è Roberto Coaloa, che martedì sera a Torino ha presentato una serie d’inediti su Carlo Vidua. Del nostro apprezzato collaboratore nell'anteprima una sintesi del suo intervento, dove per la prima volta è svelato un incontro, avvenuto a Torino, tra il conte di Conzano e Champollion.






