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Premio a 'Il ciliegio di Rinaldo'

Docu di Alessandro Azzarito

Il ciliegio di Rinaldo di Alessandro Azzarito (Italia, 2022, 75') è il documentario vincitore della ventiduesima edizione del torinese Glocal Film Festival, diretto da Alice Filippi. Lo ha scelto la giuria presieduta da Marco Ponti  tra i 5 documentari del concorso Panoramica Doc a cui va il Premio Torèt Alberto Signetto - Miglior Documentario (2.500 euro).


 "Con questa edizione pop, la prima come direttrice artistica e la 22/a per il Glocal Film Festival, abbiamo sfiorato le 5.000 presenze tra gli spettatori dei diversi eventi, dall'anteprima Too Short to Wait, gli eventi off e i 6 giorni di Glocal, e gli studenti coinvolti nel progetto Professione Documentario" commenta Alice Filippi. "Le proiezioni sold out e la selezione eterogenea che abbiamo offerto ci rendono orgogliosi del nostro cinema targato Piemonte, un cinema glocal; mentre dibattiti e masterclass sono stati un'occasione di confronto tra autori e spettatori. Questa grande partecipazione è una bella iniezione di fiducia per il futuro, non solo per il ritorno in sala, ma anche per il magico rapporto con il pubblico". 

 

Il documentario, girato in Monferrato, narra l’incredibile storia d’amicizia tra Emanuele (Rendo, ndr) , giovane figlio di una famiglia di medici, e Rinaldo, un vecchio senza figli, che sfida la morte per insegnare a Emanuele a “leggere la natura” e a realizzare il suo sogno, diventare contadino, nonostante i desideri della famiglia e le pressioni della società.

Qualche anno fa ricevo una mail da un giovane di 23 anni che vive a Rosignano Monferrato e studia alla facoltà di Agraria a Torino -  racconta il regista Alessandro Azzarito anche lui monferrino - Emanuele ha visto alcuni miei lavori precedenti: Memo interviste a anziani del Monferrato sul valore della memoria e Monferrato di giovani e storie una docu-serie , i cui protagonisti, giovani agricoltori monferrini, si presentano come testimoni di una rivoluzione verde in arrivo nella nostra società. Anche Emanuele desidera raccontare la sua personale 'rivoluzione'. Mi scrive. Il racconto di questa amicizia fuori dal comune con Rinaldo, un vecchio agricoltore così apparentemente lontano da lui per età (85 anni) e estrazione sociale, mi emoziona. Tocca temi come la formazione e la ricerca di sé, il rapporto con la natura che suscitano il mio interesse immediato alla storia.

 

Queste le motivazioni della Giuria.  

Un film che parla dritto al cuore. C’è il tempo che passa, il sapere da consegnare in buone mani prima che sia troppo tardi, c’è il silenzio, l’amicizia, la natura, e c’è il futuro, nel quale storie del genere fanno tornare a sperare. Ci siamo emozionati a seguire Rinaldo e abbiamo desiderato di essere lì, con le scarpe sporche di terra e lo sguardo lassù, verso le nuvole, con lui che ci dice di salire fino in punta all’albero dove nessuno è salito e poi di metterci bene in piedi, dritti, senza paura. Per questo è un piacere ed un onore consegnare ad Alessandro, ma anche a Emanuele e, idealmente, a Rinaldo, il Premio Torèt ‘Alberto Signetto’ per il Miglior Documentario.

a.a.

FOTO. Azzarito e Rendo