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Prelati monferrini di Aldo Timossi - 78 - Fine
Alfonso Badini Confalonieri, nato a Valenza nel 1944, vescovo a Susa
Monsignor Oddone da Tonengo, legato apostolico e vescovo, prima metà del '200, nella sede suburbicaria romana di Porto-Santa Rufina, ebbe ad aprire, il 12 aprile 2024, la serie di ritratti di prelati originari della diocesi di Casale come omaggio ai 550 anni dalla sua fondazione (1474-2024).
Il nostro prezioso ricercatore, Aldo Timossi, ne aveva programmati una cinquantina... Man mano, consultando on line centinaia di fonti, e allargando a qualche figura di zone limitrofe, ecco l'ultimo della serie, monsignor Alfonso Badini Confalonieri, oggi emerito vescovo di Susa. Con lui fanno 78 vescovi e nunzi apostolici di ogni spessore e differenti estrazioni, qualche santo pastore e qualche monsignore più chiacchierato. Nell'insieme, la testimonianza di una ricchezza religiosa non indifferente, meritevole di una pubblicazione ad hoc a futura memoria (anche se in rete abbiamo pubblicato gli articoli di volta in volta). Luigi Angelino
BADINI CONFALONIERI ALFONSO
Un bisnonno, Alfonso, protagonista della storia d’Italia, deputato della sinistra storica dal 1886 per quattro legislature, quindi senatore fino alla propria morte nel 1920, nonché sindaco di Torino nel 1902. Un nonno, Alberto, avvocato, figlio di Alfonso e della contessa Bianca de la Forest de Divonne. Un padre, Vittorio, deputato alla Costituente e poi alla Camera per cinque legislature dal 1953, presidente del Partito liberale (1967-1972) e ministro nel 1972-1973. E’ questo il ramo genealogico di monsignor Alfonso Badini Confalonieri, valenzano, vescovo (oggi emerito) della diocesi di Susa dal 2000.
Nasce nella città dell’oro, il 1° agosto 1944. Quel giorno si ricorda sant'Alfonso Maria de' Liguori, il nuovo nato viene battezzato Alfonso. Convittore per gli studi medi nel collegio Santa Maria dei Padri Marianisti, alla Castagnola di Verbania-Pallanza. Laurea in economia e commercio nel 1968 con tesi su “La teoria matematica del rischio”. Per qualche tempo la professione di commercialista, ma seppur tardiva arriva la chiamata di Domineddio; sovviene un ricordo del beato Giovanni Paolo I, Albino Luciani, quando ebbe a confessare che nella Sistina sentì avvicinarsi il “pericolo” di essere eletto Papa!
Alfonso lascia bilanci e fatture, ed entra nel seminario di Susa per gli studi ecclesiastici, completati poi presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma. Il 29 giugno 1978 è ordinato presbitero, nella chiesa di Sant'Ippolito a Bardonecchia, dal vescovo Giuseppe Garneri. Dopo l'ordinazione è assistente del seminario minore di Susa. Nel maggio 1981 è chiamato a prestare servizio presso la Segreteria di Stato della Santa Sede. In contemporanea collabora alle attività pastorali della parrocchia di Santa Paola in Roma come assistente dell'Azione cattolica e del gruppo degli scouts. Il 6 luglio 1994 papa Giovanni Paolo II lo nomina delegato della sezione ordinaria dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica; la struttura cura gli aspetti pratici di gestione, il bilancio, gli acquisti, le risorse umane, l'ufficio legale della Santa Sede.
Durante quasi un ventennio trascorso in Vaticano, è insignito (marzo 1986) del titolo di Cappellano di Sua Santità, ciò che da diritto ad essere chiamato “monsignore” e indossare sulla talare la fascia violacea. Colore beneagurante, perché il 13 dicembre 2000 è il momento di pensare anche alla talare violacea; quel giorno il bollettino della Santa Sede annuncia che “Giovanni Paolo II ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Susa, presentata, per raggiunti limiti di età, da monsignor Vittorio Bernardetto, e ha nominato Vescovo di Susa monsignor Badini Confalonieri”. Mercoledì 31 gennaio 2001 riceve l'ordinazione episcopale, nella basilica di San Pietro, dal cardinale Angelo Sodano.
Il celebrante, astigiano, sottolinea che da vescovo ha da essere Buon Pastore, come lo sono stati i predecessori; ricorda in particolare le “paterne figure di monsignor Ugliengo e di monsignor Umberto Rossi”, già incardinati nella diocesi di Casale, e “l'eroica personalità di monsignor Edoardo Giuseppe Rosaz, dichiarato beato da Giovanni Paolo II nel luglio del 1991”. Conclude con un affettuoso augurio, citando le parole di san Giovanni Bosco: “Io non pretendo di farle da maestro, ma credo che ella avrà presto nelle mani il cuore di tutti... se prenderà cura speciale degli ammalati, dei vecchi, dei poveri fanciulli”.
Per il solenne ingresso a Susa sceglie l’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, memento della chiesetta consacrata alla Vergine nella residenza valenzana di villa Astigliano, nonché per sottolineare la forte devozione alla Madre di Gesù, alla quale è dedicata la vetta del monte Rocciamelone che domina le montagne valsusine. La prima messa, nell’amata chiesa di sant’Ippolito a Bardonecchia.
E’ al governo pastorale in un territorio montano molto vasto, al confine francese, 35 comuni, oltre 60mila abitanti, 62 parrocchie. A Susa trova gran fervore di lavori nel museo diocesano d’arte sacra, riorganizzato e ampliato, nucleo del sistema museale diocesano, affiancato al centro culturale, all'archivio, alla biblioteca che ha un fondo di circa 45.000 volumi, con alcuni pezzi antichi, tra cui un messale della Novalesa del XII secolo.
Uno dei primi impegni, appena un mese dopo l’ingresso, l’estremo commiato dal predecessore, Vittorio Bernardetto. Alle esequie presenzia il cardinale Severino Poletto, arrivato anche lui dal Casalese per reggere l’arcidiocesi di Torino.
Nel 2003 è tempo di iniziative per il centenario della morte del beato Giuseppe Rosaz, vescovo di Susa (1877-1903). Papa Giovanni Paolo II, che il 14 luglio 1991 è stato in visita alla diocesi, ricorda in un lungo messaggio la figura di quel prelato, “già prete dei poveri, la sua sollecitudine per ogni tipo di sofferenza, spirituale e materiale, lo ha portato ad assumere iniziative coraggiose con l'audacia della carità e una fiducia incrollabile nella Provvidenza di Dio. Predicatore, catechista e confessore instancabile, è stato tra la sua gente immagine viva di Gesù buon Pastore”.
Negli anni, le doverose visite pastorali. L’impegno per il “resoconto” al Pontefice in occasione delle visite ad limina nel 2007 e 2013. All'interno della Conferenza episcopale italiana, la presidenza del Comitato per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del terzo mondo, e il lavoro nella commissione per l'evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le chiese. Le preoccupazioni per la diminuzione del numero dei presbiteri che si accompagna alla custodia delle centinaia di chiese, oratori, cappelle: “tante chiese, pochi preti” sintetizzerà al termine dell’incarico. L’allestimento a Ulzio e Bardonecchia di centri di prima accoglienza per i profughi che tentano di passare il confine con la Francia: “La nostra Chiesa si è spesa molto nel soccorso immediato, senza entrare nelle polemiche della politica”. Il cammino con il clero, “per far crescere la dimensione fraterna e la gioia del ministero condiviso”. Una particolare solerzia verso le giovani generazioni, con la preparazione delle cresime: “Fin dal primo giorno ho cercato di incontrare tutti i ragazzi, tutti i genitori, tutti i padrini e le madrine. Insieme abbiamo preparato il sacramento che ci rende cristiani adulti. Per questa strada, in tanti anni, ho avuto la fortuna di incontrare quasi tutti”.
E poi il problema “no TAV”. Sono gli anni della dura contestazione alla nuova opera, tra i contrari all’opera ci sono anche i “Cattolici per la Vita della Valle”. Il vescovo sostiene chiaramente che la Chiesa è al di sopra della Tav e non vuol farsi tirare dentro le polemiche, e “questo non è certo segno di debolezza o di paura”.
Fa appello al dialogo, alla cessazione della violenza, al confronto democratico: “I cattolici sanno che ogni vita umana è un valore assoluto che dipende da Dio, che dona e mantiene in vita. Come Gesù ci insegna, anche noi dobbiamo amare e perdonare anche chi ti tratta da nemico, e tanto più si deve amare e rispettare chi ha il solo neo di pensare in modo diverso”.
Sabato 12 ottobre 2019, assemblea diocesana a Villa San Pietro di Susa. Il vescovo annuncia che Papa Francesco ha accolto la sua rinuncia all’incarico per raggiunti limiti di età; gli succederà come amministratore apostolico l'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia. Dal 9 febbraio 2022 Susa sarà unita “in persona episcopi” all'arcidiocesi di Torino. Da vescovo emerito, monsignor Badini Confalonieri si ritira a Bardonecchia presso la parrocchia di Sant'Ippolito. All’interno della Conferenza episcopale mantiene l’incarico nella Commissione per l'evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese
aldo timossi
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