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Viaggio d'autore

A Moncalvo, al Santuario di Santa Teresa da Calcutta
Parcheggio nella piazza centrale di Moncalvo, il cuore della cittadina, breve e secca discesa sulla sinistra   in via Testafochi ed ecco, quasi sorgere tra le vie strette la chiesa di Santa Maria delle Grazie  (o semplicemnte Madonna delle Grazie). Una piccola targa avverte: “Santuario di Santa Teresa da Calcutta".
La chiesa fu edificata sull’area dell’antico oratorio della confraternita di San Michele Arcangelo da Francesco Ottavio Magnocavalli, autore del progetto realizzato a metà del Settecento.
Dagli anni Trenta del Cinquecento e fino al secondo ventennio del secolo successivo fu sede parrocchiale. Demolito a causa del cattivo stato di conservazione l’antico edificio, di cui resta solo il campanile seicentesco, la confraternita affidò l’incarico di progettare la nuova chiesa al Magnocavalli, proprietario della vicina residenza signorile (nota come palazzo Testafochi) collegata alla chiesa con un voltone, che creò diversi problemi con la committenza, poi risolti grazie all’intervento di numerosi intermediari. Così, prima della sua partenza per Vicenza, nel giugno 1756 consegnò il progetto e con la posa della «prima pietra» ebbero inizio i lavori di costruzione.  Nel 1758, a soli due anni di distanza, il coro era già stato completato e il Magnocavalli firmava i disegni dell’altare maggiore e di quelli delle cappelle laterali. La chiesa venne aperta nell’ottobre dello stesso anno 1758.
Cinque anni dopo fu costruita la sacrestia, mentre l’organo realizzato da Giuseppe Savina nel 1775, fu sostituito nell’Ottocento. Non venne intonacata la grandiosa facciata barocca in cotto con le alte colonne che sorreggono il timpano triangolare. Varcata la soglia del settecentesco portone ligneo di Pietro Domenico Ronco (autore anche del coro ligneo), si ammira l’interno della chiesa con gli stucchi di Francesco Antonio Longhi, le quattro cappelle laterali, il presbiterio con la balaustrata in marmi policromi, l'altare maggiore disegnato dal Magnocavalli e realizzato da Giacomo Pellagatta, il settecentesco Crocifisso in legno e l’abside semicircolare.
Ha una bella quadreria. Citazione per “San Michele e il drago” di Vitaliano Grassi (1760 circa) che lascia vedere in alto un piccolo dipinto  incorniciato, frammento di un affresco del Quattrocento proveniente da Santa Maria di Piazza.
La chiesa di Santa Maria delle Grazie è "Santuario Diocesano di Santa Teresa di Calcutta" dall’11 settembre 2016, una settimana dopo la canonizzazione, come si legge da una lapide a firma del vescovo Alceste Catella, del vicario Giampio Devasini e del parroco di Moncalvo don Giorgio Bertola posta nella cappella dedicata alla Santa. E’ il primo altare a sinistra, la luce punta sulle reliquiario (sangue e capelli)  a forma di croce, ligneo, su una base quadrata rossa; la cappella nel 2017 è stata impreziosita da un quadro di Luca Mancini.
Responsabile del Santuario è don Bertola (Mondovì 1970) ordinato sacerdote dal vescovo Zaccheo nel 2003. E’ parroco a Moncalvo dal 1° ottobre 2009. Il Santuario è aperto dalle 7 alle 19; si celebra una Messa, molto partecipata, tutti i giovedì alle 21.
All'entrata c’è un appello per completare il restauro dell'organo l’organo (Serassi 1821), ci sono co-finanziamenti di Cei e Fondazione CRT ma occorrono ancora  15 mila euro.
Luigi Angelino – Dionigi Roggero
FOTO. Il reliquiario
In preparazione: Santa Maria del Tempio, Cocconato (Trinità), Pontestura, Trino (parrocchiale), Pozzo Sant'Evasio