Notizia »
Pontestura: importanti restauri
Alla chiesa parrocchiale di Sant'Agata - Inaugurazione a settembre
Sono terminati dopo circa un anno dall'inizio i lavori di restauro alla chiesa parrocchiale di Sant'Agata a Pontestura (parroco il vicario vescovile mons. Giampio Devasini).Un edificio sacro di grande importanza storico ed artistica.
---
La fondazione della chiesa parrocchiale di Pontestura, voluta da Guglielmo di Camino e dedicata ai santi Gregorio, Nicola e Agata, fu approvata con bolla di papa Innocenzo II del 22 maggio 1140. L’edificio attuale risale probabilmente al 1248, come indica un’iscrizione su pietra murata in facciata. Quest’ultima, a salienti, in mattoni a vista e corsi di arenaria, è tripartita da quattro robuste paraste e culmina con cinque pinnacoli in cotto.
A coronamento della facciata corre una fila di archetti sagomati intrecciati in cotto, che proseguono anche lungo i lati. Sul fianco sinistro del presbiterio si innalza la torre campanaria a sezione quadrata, con orologio, simbolo del paese.
L’interno è a tre navate, divise da pilastri cruciformi che hanno capitelli a fogliami con piccoli scudi di epoca medioevale. Particolarmente degno di nota è l’altare rivolto al popolo, costituito da una vasca in pietra di forma quadrangolare, un tempo utilizzata per la celebrazione del battesimo per immersione. Sulle quattro pareti verticali della vasca, ciascuna divisa in due campi da tozze colonnine in rilievo, sono scolpiti fregi con simboli tardo romanico-gotici del battesimo. Un’iscrizione parzialmente abrasa permette di datare al 1314 quest’opera, dono di fra Enrico da Pavia all'importante monastero di Lucedio da cui quindi proviene.
La chiesa custodisce inoltre un frammento di affresco del XV secolo, alcune tele del Guala e del Moncalvo ed altri pregevoli dipinti del XVII e XVIII secolo.
Ebbene, l’integrità di questo edificio sacro – che nel 1911 venne elencato tra gli edifici monumentali nazionali – e delle opere in esso collocate, correvano il pericolo di seri danneggiamenti a motivo dello scivolamento dei coppi, con conseguenti infiltrazioni su gran parte della superficie della copertura; in un punto addirittura tali percolazioni avevano già seriamente danneggiato un trave portante.
Anche la copertura del campanile, che per la sua altezza nel corso degli anni non ha subito importanti interventi di manutenzione, presentava gli stessi problemi di scivolamento. Sulla volta della navata centrale preoccupava una vecchia lesione trasversale causata dall’assestamento della struttura ed una lesione longitudinale estesa su tutta la lunghezza con molta probabilità causata dalla rimozione, durante interventi precedenti sulla copertura, dell’antico sistema di legatura statica (catene in ferro e lignee). L’intervento di restauro ha avuto inizio con la rimozione del manto di copertura, le tegole vecchie in buono stato sono state accatastate nell’ambito del cantiere per essere successivamente riutilizzate; la piccola orditura è stata rimossa e smaltita. La grossa e media orditura, costituita da capriate lignee, arcarecci e puntoni, è stata attentamente controllata, soprattutto in corrispondenza degli appoggi con la muratura e nei punti critici legati alle infiltrazioni d’acqua, per verificare che non sussistessero fenomeni importanti di marcescenza che ne compromettessero la stabilità statica.
Nei casi in cui si è verificato il danno, si è proceduto con la sola sostituzione dell’elemento non più idoneo. Le testate delle capriate sono state controllate singolarmente, verificandone la loro integrità. Revisionata la grossa orditura l’intervento ha visto la posa di un tavolato ligneo con spessore nominale di cm. 3, tavole grezze accostate sul cui estradosso è stata posata a freddo una guaina impermeabilizzante/traspirante ad effetto barriera a vapore. La nuova piccola orditura è stata realizzata con una listellatura di aerazione e con una di sostegno dei coppi posta parallelamente alla linea di gronda. Il nuovo manto di copertura è stato realizzato con coppi nuovi posti come canale e coppi vecchi posti come manto, tutti gli elementi sono stati agganciati con ganci in acciaio per impedirne lo scivolamento. La faldaleria in rame non è stata sostituita in quanto in ottimo stato di conservazione, ma integrata con elementi di raccordo atti a collegare le differenze di quota conseguenti al nuovo pacchetto di copertura. Per poter effettuare eventuali interventi futuri di manutenzione è stata installata una linea vita su tutte le falde della copertura. Il campanile è stato completamente ripulito al suo interno, con la rimessa in opera di tutte le reti delle aperture. L’intervento è stato esteso a tutta la copertura con il ripasso del manto e l’aggancio di tutte le tegole, inoltre è stato effettuato il restauro della croce con il rifacimento della sfera in lastra di rame. La lesione trasversale è stata ricucita all’estradosso con elementi metallici e malte elastometriche mentre all’intradosso è stata realizzata una stuccatura sottolivello con integrazione mimetica della lesione.
Per bloccare la rotazione delle murature laterali della navata centrale il progetto ha previsto l’inserimento di otto catene in ferro poste nella zona sottotetto.
Il costo di questi importanti lavori è stato sostenuto grazie ai contributi della Conferenza Episcopale Italiana sui fondi 8x1000 (€ 112.000,00), della Compagnia di San Paolo (€ 50.000,00), della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (€ 24.000,00), della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria (€ 5.000,00) e della popolazione pontesturese.
I lavori progettati dall’arch. Raffaella Rolfo – geom. Alan Zavattaro e diretti dall’arch. Franco Rustico sono stati eseguiti dalla ditta edile EFFEBI di Franco Pitarresi e Benedetto Gambino, dalla ditta di Ponteggi BIEFFE, ditta Ferrari Restauridi Ferrari Maria Grazia. Lo studio statico è stato realizzato dell’ing. Sandro Rota.
Nel mese di settembre avrà luogo la solenne cerimonia di inaugurazione.






