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Alessandria: Maria Cristina

Dono della reliquia alla Diocesi - Cerimonia il 24

Il Convegno di Cultura "Beata Maria Cristina di Savoia" di Alessandria annuncia  la consegna della Sacra Reliquia della Beata alla Diocesi di Alessandria, durante la  Messa delle ore 18 presso la chiesa di San Giovannino sabato 24 gennaio .
Alla presenza di Mons. Guido Gallese vescovo di Alessandria, la Reliquia sarà consegnata in custodia alla Confraternita del Santissimo Crocefisso per esporla nelle ricorrenze e Messe riguardanti il Convegno .
Celebrerà don Andrea Alessio, nominato assistente spirituale del Convegno, all'organo della chiesa, suonerà il M° Luca Canneto di Novara.
Artefice della cerimonia è stata la presidente del Convegno  Giuliana Cellerino Dalera, la quale partecipando al congresso nazionale dei Convegni a Roma nel maggio 2023, ebbe in regalo la  reliquia per la  comunità, a testimonianza dell'impegno di preghiera ed attività culturale di uno dei più vecchi sodalizi cattolici presenti in città.
Maria Cristina di Savoia figlia minore del Re di Sardegna Vittorio Emanuele I e dell’Arciduchessa Maria Teresa D’Asburgo- Este, nasce nel 1812 a Cagliari e muore a Napoli nel 1836. Bella, mite e colta – «charmante et parfaite», la definiva il conte di Cavour – a suo agio con ambasciatori, sovrani e lazzaroni, portatrice di una vision politica di orientamento riformista e, talvolta, apertamente liberale: sono queste le caratteristiche di Maria Cristina, che nel breve arco della sua vita – morirà nel 1836 dando alla luce il figlio Francesco II – sarà capace di ritagliarsi un profilo di grande spessore, a dispetto della sua estrema riservatezza.
La sovrana riuscirà ad instaurare con il marito un rapporto di profonda stima reciproca e ad essere al suo fianco non solo nella vita coniugale, ma anche nella vita politica e sociale, seppure in modo discreto.
 Accanto a questo indirect role spicca il vero e proprio protagonismo della regina nella gestione dell’assistenza e della beneficenza pubblica, nella promozione del mecenatismo di Stato, nell’ideazione di progetti relativi alla custodia ed alla valorizzazione dei beni architettonici e culturali del Regno. Anche sotto il profilo delle relazioni diplomatiche, Maria Cristina è in grado di incidere profondamente dando vita ad una complessa trama di affari, capace di rafforzare la proiezione internazionale della Corona.
Lo studio dei documenti permette di tratteggiare il volto di una regina “moderna” e cosmopolita, ostile alle persecuzioni politiche (celebri sono le sue intercessioni per la sospensione della pena di morte che hanno portato ad una moratoria per i condannati politici), attenta ai temi dell’emancipazione (soprattutto femminile), della tutela delle arti e delle antichità, della comunicazione con le masse, dell’assistenza agli indigenti e del welfare di Stato, che rappresentano a tutti gli effetti un “surrogato” del protagonismo politico vero e proprio. A lei si deve l’istituzione di un opificio di letti, indumenti e coperte presso il convento di S. Domenico Soriano, per distribuirne i prodotti alle famiglie meno abbienti; a lei si deve il rilancio della lavorazione del corallo a Torre del Greco e quello dell’industria serica a San Leucio, due straordinarie misure di politica economica che aspettano ancora di essere ricostruite in modo approfondito e analitico (è stata lei a percorrere sul lavoro alcuni principi della Dottrina Sociale della Chiesa) . Infatti, a lei si devono, ancora, l’estensione delle misure di protezione sociale e il rilancio delle manifatture e dei commerci in tutte le province del Regno, e in particolare nella “ribelle” Sicilia, nella convinzione che solo una rinnovata presenza dello Stato e un volto più clemente della monarchia avrebbero potuto colmare la distanza fra l’isola e la capitale partenopea.
La sua memoria è custodita e diffusa con straordinario  impegno dai Convegni di Cultura a Lei dedicati e disseminati nell’intero territorio nazionale. Essi proseguono l’opera ispirati dalla Sua vita e dalle sue opere.
I Convegni di Cultura operano su tutto il territorio Nazionale attraverso conferenze, progetti che coinvolgono diverse realtà dei territori e pubblicano la rivista quadrimestrale Rassegna.
I Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia sono membri attivi dell’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche (UMOFC).
Cronistoria dei Convegni
Nell’anno 1937 un gruppo di signore impegnate nella cultura e nel sociale decise di riunirsi per dare vita a convegni letterari che mettessero al centro la formazione religiosa, culturale e sociale della persona. Rapidamente si formò un movimento e già, nel 1940, si contavano una trentina di Convegni nelle principali città italiane. Anche il Convegno di Alessandria ebbe inizio in nel lontano 1937 e furono Presidenti negli ultimi decenni del Novecento la contessa Bianca Figarolo di Gropello,  Luciana Panelli, la contessa Nicolina Franzini Tibaldeo,  Paola Lume Benzi, e successivamente, fu ricostituito grazie all'impegno di Carmine Passalacqua, con  Raffaella Delisi presidente nel 2018, e l'ammissione a soci anche degli uomini. Dal 2019 fu eletta  Cristina Antoni, purtroppo mancata prematuramente nel 2023. Dal 2024 è Presidente  Giuliana Cellerino Dalera.
Il movimento fu intitolato a Maria Cristina di Savoia, Regina delle Due Sicilie (1812- 1836).
Questa Figura, che ispirerà sempre i Convegni a Lei dedicati, è l’esempio eclatante di un femminismo moderno, attuale e costruttivo in cui le donne, mantenendo la propria identità femminile, sono in grado di dialogare in maniera paritaria e non oppositiva con gli uomini in ogni ambito sociale, culturale e lavorativo.
La figura di Maria Cristina, si sottolinea, è moderna ed attualissima per il suo pensiero e per le sue opere, donna profondamente cattolica, credente e praticante, figlia e moglie esemplare.
Su questa linea di principio continuano ad operare i Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia.