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Beppe Avvanzino a Villadeati
“Primavera Monferrina” in San Remigio
“Primavera Monferrina” è il titolo della personale di Beppe Avvanzino allestita nella suggestiva dimensione storico-architettonica della San Remigio di Villadeati, per un viaggio che, partendo dal Monferrato, sconfina tra i profumi e i colori della Provenza, sulle orme dell’olandese Vincent Van Gogh.
Originario di Montiglio, Avvanzino iniziò quella che sarebbe diventata una vera e propria vocazione, all’età di soli 9 anni, quand’era solito illustrare farfalle e bambolotti su ritagli di carta. A far scattare in lui la curiosità e passione per la pittura, fu la suggestiva immagine evocata da un vecchio pittore che, sempre da bambino, scorse nei pressi del castello di Montiglio: un uomo anziano, canuto, dalle cartilagini enormi e dalle guance molli, seduto su uno sgabello con tavolozza e pennello alla mano e dita sporche di colore. Della sua Montiglio di bambino, ricorda la triade di profumi di “pane, prosciutto e colori”. I colori erano quelli del Tebenghi, famoso per le meridiane. Più tardi si incuriosì di nature morte, poi di nudi e poi ancora di fiori. I fiori, non come espressione di romanticismo e bellezza, ma di sessualità e di colore. Tra i suoi maestri ci furono il pittore intellettuale Filippo Scroppo, da cui acquisì le tecniche e il gusto del nudo, per poi passare all’acquarello di Guido Bertello e completare il viaggio con il paesaggista rurale Fulvio Selis. Nei suoi dipinti, contraddistinti da un’identità tutta sua, fatta di colori monferrini e provenzali, caratterizzati da fiori e paesaggi fioriti, puntellati qua e là dagli ultimi casot dispersi tra le colline, si percepisce una sorta di devozione nei confronti dell’artista tra i più geniali e, contestualmente, incompresi del XIX secolo, quale fu Van Gogh. Un’attrazione silente, che si esprime attraverso un linguaggio sottile, fatto di sfumature, concetti, colori e vibrazioni, che sa cogliere solamente chi è profondo conoscitore del pittore dall’animo sofferto i cui quadri, oggi, sono tra i più costosi al mondo. Ed ecco che i girasoli diventano fiori di campo, i tratti, da vicino netti e in lontananza armonici, assumono nove forme: quelle di prati in fiore, delle case parlanti e dei cieli eloquenti. Nel tempo, le opere di Avvanzino, sono diventate anche patchwork: vere e proprie composizioni di opere, estrapolabili singolarmente dall’opera maestra, o apprezzate nella forma complessiva che, di ogni dettaglio, ne fa un’armoniosa integrazione dell’espressione omnia. La mostra è visitabili tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 20. Il finissage sarà il prossimo 12 maggio.
Al vernissage di domenica scorsa, salutato dal vice sindaco Angelo Ferro, hanno partecipato una quarantina di persone, mentre altri visitatori si sono alternati durante l’intera giornata. Ingresso libero.
Chiara Cane






