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Giuseppe Ticozzelli
Ciclo tra storia e leggenda
Il ciclo tra storia e leggenda che apre domani la pagina cultura si arricchisce di un personaggio curioso, Giuseppe Ticozzelli.
Ecco l'inizio e la fine dell'articolo:
“Sai qual è l’unico calciatore professionista italiano che contemporaneamente abbia giocato in serie A e corso al Giro d’Italia diventando un vero e proprio mito italiano?”
La domanda dell’amico coglie di sorpresa chi scrive mentre, sbuffando, si sale a piedi l’ennesima salita sulle colline che, da Valenza, guardano verso Alessandria. “Un casalese ‘acquisito’ che, partendo con la maglia ‘grigia’, ha saputo dare lustro al calcio nerostellato”. La storia inizia il 30 aprile 1894 quando, a Castelnovetto, in Lomellina, qualche chilometro a nord di Candia, nasce Giuseppe Ticozzelli, in una famiglia benestante di agricoltori del riso. Ed è proprio sulle strade polverose che da Castelnovetto vanno a Sartirana, dove lui inizia a calciare palloni, che il giovane “Tico”, come sarà poi sempre chiamato, cementa la sua simbiosi con la bicicletta. Un legame che non lo abbandonerà più specialmente quando la Maino, la famosa azienda produttrice di due ruote, inizia a regalare ad ogni cliente l’esclusiva “maglia grigia” distintiva. Bici e calcio, calcio e bici. Ticozzelli, sedicenne, non riesce più a privarsene e, contemporaneamente.....
...Nonostante le apparenze da personaggio “alto-borghese”e le dicerie sul suo conto (qualcuno sosteneva che arrivasse alle partenze in taxi…) Ticozzelli interpretò sempre le due discipline con il massimo impegno e grande dedizione. La sua impresa di calciatore-ciclista lo rese famoso nel mondo e, molto probabilmente, gli organizzatori del Giro, 20 anni dopo, si ispirarono proprio alla sua divisa da corsa per istituire, nel 1946 alla ripresa post bellica, la “Maglia Nera”, l’indumento che carratterizzava l’ultimo corridore in classifica generale. Furono 5 edizioni in cui si videro i ciclisti “gregari”, Luigi Malabrocca il più famoso, studiare le strategie più bizzarre per garantirsi il titolo senza incorrere nell’esclusione per aver superato il tempo massimo di distacco. Erano gli anni in cui i ricchi premi, anche in natura, assegnati all’ultimo facevano gola a molti. La Maglia Nera venne abolita nel 1952 in seguito alle proteste dei corridori stessi e dell’opinione pubblica che ritennero questa gara “al contrario” un chiaro invito all’antisportività. Venne reintrodotta una sola volta nel 1967 in occasione della 50^ edizione del Giro, la vinse Lucillo Lievore, ma il mito di quella maglia, che la leggenda vuole partita da Casale, non è mai più tramontato.
Mauro Demichelis
Vittorino Negri






