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Jona presenta “Essere altrove, Scritti sull’ebraismo”
Domenica in Sala Carmi con Giulio Castagnoli ed Elena Ghiron
E’ una sinfonia inesauribile di ricordi, citazioni, pensieri quella che Emilio Jona fa risuonare domenica 22 ottobre al Complesso Ebraico di Casale Monferrato. “Fonte storica dell’Ebraismo Piemontese – lo presenta così il compositore Giulio Castagnoli - lo conosco dagli anni ’70, per la sua attività, condotta insieme a Sergio Liberovici, di instancabile ricercatore della musica popolare. Senza di loro sarebbero andati perdute centinaia di testimonianze di canti politici e del mondo del lavoro”.
Già questo basterebbe a testimoniare l’enorme cultura del personaggio, ma Jona è molto di più: classe 1927, avvocato, poeta, musicologo, librettista, drammaturgo e naturalmente scrittore. E’ in vicolo Salomone Olper per presentare “Essere altrove, Scritti sull’ebraismo” che raccoglie una vita riflessioni, su grandi e piccoli eventi che hanno caratterizzato la sua vita, o semplicemente su quello che ha visto, ascoltato letto. E in 96 anni ha visto ascoltato e letto moltissimo.
Per dare l’attacco a questo flusso continuo di idee Elena Ghiron, chiamata a condurre la presentazione, sceglie, tra gli scritti, un articolo che l’ha colpita particolarmente: “Benvenuti a Aushwitz” che Jona divulgò subito dopo i fatti del G8 di Genova. Uno spunto che diventa l’occasione per una riflessione sull’eredità del fascismo e sulla resistenza: “Una rivoluzione liberale mancata, nella struttura dello Stato è rimasto qualcosa di quell’epoca”.
E’ la frase di Jona che forse più sintetizza il lungo discorso di risposta e quando dichiara che “Nonostante la Shoah l’antisemitismo non è morto, l’ebreo è ancora un capro espiatorio” è un monito amplificato dalle colorate pecore dipinte di Kadishman esposte il Sala Carmi, simbolo del sacrificio di un popolo. Una domanda su Wagner è lo spunto per tracciare la storia dell’antisemitismo, da Tacito a sant’Agostino, dall’inquisizione spagnola a Celine. "Siamo tutto e il contrario di tutto – dice a proposito dell’identità Ebraica - E Tutto ritorna in questi giorni”.
E’ l’inizio di una lunga digressione sulla realtà contemporanea di Israele: “Non sono mai stato infelice come adesso - confessa Jona - Non ho mai avuto paura nemmeno in quelle tre o quattro volte che i nazisti stavano per prendermi. Ora non vedo un segnale di luce”.
Ripercorre la storia di Israele e, come sua abitudine, lo fa citando film, romanzi, esperienze di vita e ponendo molte domande. “Quella della Guerra in Medioriente è una questione molto più grave di quella Ucraina, quello è un problema tutto sommato territoriale, oggi invece quello che sta capitando in uno Stato grande come il Piemonte ha un carattere universale”. E la riprova di quanto tutti si sentano coinvolti è il lungo dibattito con il pubblico casalese che si protrae con lui fin dopo il tramonto.
Il prossimo appuntamento con la stagione culturale nel Complesso Ebraico è ancora dedicato alla letteratura, domenica 29 ottobre alle 16 si presenta “Le molte vite di Ada”, dedicato ad Ada Della Torre (1914-1986) scritto da Graziella Gaballo.
a.a.
FOTO. Castagnoli, Jona, Ghiron






