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Riflessioni sui Viaggi d'autore

di AldoTimossi - 632 puntate da Guinness World Records

Leggo con più curiosità del solito il “Viaggio d’autore” pubblicato il 25 ottobre, che tratta del Castello Cotta di Robella d’Asti (foto). Curiosità per la ricchezza e varietà di notizie contenute, nonché per l’eccezionalità di poter conoscere aspetti e ambienti fino a quel momento inaccessibili. Più in particolare, anche per la Famiglia dei Radicati, che tante volte in epoche diverse ebbe a che fare con Casale, assumendo incarichi in capo a suoi illustri uomini. Non ultimo, il vescovo Pier Secondo Radicati, titolare della diocesi casalese dal 1701 al 1728, quando passò alla diocesi di Osimo, in qualche pagina delle storie del De Conti definito in maniera originale come “monsignor Cocconato”, dal nome del paese di nascita nel 1671, Cocconato per l’appunto.

Scorrendo il titolo di apertura, sono attratto da un numero, 631. Perbacco, è ben la 631esima puntata di “Viaggi d’autore a…” (nel frattempo già pubblicata la 632, dedicata alla “mia” Morano)! E’ necessario andare molto indietro nelle edizioni de “Il Monferrato”, per trovare l’incipit, il momento della nascita. E’, infatti, il numero 1 del 1993, a pubblicare il primo viaggio, dedicato a Cuccaro e a Colombo, per le firme di Luigi Angelino e Dionigi Roggero. Una durata enorme, degna di apparire nelle pagine del Guinness World Records: tanto per curiosità, una delle serie tv più lunghe, quella del formidabile cane “Lassie”, si fermò alle 588esima puntata!

La vivacità giornalistica, unita all’esperto occhio fotografico, di Angelino, e l’ampia cultura storica di Roggero, hanno percorso e ripercorso le strade del Monferrato, e non solo quelle. Qualcuno potrebbe, infatti, riflettere sul fatto che i paesi monferrini non sono così numerosi, pur sconfinando verso i territori confinanti, da ultimo la Lomellina (segno di un giornale sempre più diffuso)! E possibile che in alcune comunità ci siano così tante cose da vedere, inimmaginabili patrimoni di storia e cultura che vale la pena conoscere!

Intanto alcuni itinerari conducono molto più lontano del confine monferrino, eppoi il segreto è di non limitarsi a descrivere, come fece nella prima metà dell’Ottocento l’abate-storico Goffredo Casalis, la geografia e qualche emergenza architettonica delle singole comunità locali. Per questo, oggi basterebbe la Wikipedia telematica. I nostri sanno cogliere spunti e occasioni particolari, e partono per la loro indagine, coinvolgendo nella ricerca i possibili protagonisti e attori del singolo viaggio, di certo i meglio informati su quanto si vuole descrivere. Sovente il titolo del “viaggio a…”, è seguito da un “per…”: si va in un posto per qualcosa di particolare, talvolta nascosto o poco accessibile, da valorizzare agli occhi del lettore.

Basterebbe scorrere i titoli delle singole puntate, raccolte per anno, sul sito web del giornale - https://www.ilmonferrato.it/categoria/D0noPqDv6UuNKuQWdhpjvw/viaggi-d-autore - per rendersi conto della varietà di argomenti. Per citarne alcuni: “a Sartirana per un dipinto del Cinquecento”, “ad Ottiglio, nella chiesa di San Germano”, a Valle Lomellina per “un monsignore falsario”, “a Bard (forte sulla strada di Aosta, ndr) per Vigèe Le Brun”, “a Casale, all’Archivio storico della Casa di Riposo”, “a Murisengo, Bric d’la losna”, “a Valenza per un Moncalvo restaurato”, “a Palazzolo, chiesa con capolavori”, “a Chivasso, antica capitale del Marchesato del Monferrato”.

Già i titoli -precisi e accattivanti- dicono quanto minuziosa sia l’ispezione nelle singole località: si tratta di illustrare (con centinaia d’immagini inedite) elementi talvolta trascurati dagli stessi residenti, dal dipinto di pregio, alla grotta che funge da barometro, al personaggio poco noto, al libro di nuova edizione, fino al Museo delle truppe alpine (è a Cantavenna, conoscevate?).

Angelino e Roggero – mi suonano male i cognomi, preferirei dire Luigi e Dionigi, vista la lunga amicizia che ci lega, con il primo fin dai miei primi passi da collaboratore del giornale, con il secondo dagli anni dell’Istituto Magistrale “Lanza” con il buon preside Giuseppe Vautero – azzardano anche l’ebbrezza dell’aria, sui velivoli monomotore dell’Aero Club “N.S.I.Palli”. Decollano dall’aeroporto Francesco Cappa per destinazioni lontane, e danno vita alla rievocazione del Volo su Vienna del 9 agosto 1918, cui partecipò con D’Annunzio il casalese Natale Palli, vanno “In volo sulla Lomellina”, rischia grosso recentementeAngelino (Roggero aveva fiutato il pericolo?!) per il volo commemorativo a Fiume nel nome di D’Annunzio, fermato in mal modo dai Croati e raccontato nel viaggio “A…Fiume per D’Annunzio, Palli e Cappa” del 17 settembre scorso!

Esattamente sette anni fa, a Terruggia, fu presentato il secondo volume della raccolta. Al tempo si era a quota 500. Qualcuno pensò che, cifra tonda, i nostri si sarebbero fermati! Giammai. C’è sempre da scoprire, raccontare, mettere in risalto. A quando il terzo volume?

aldo timossi