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Viaggi d'autore
S. Vincenzo martire domina l’abitato di Casorzo
Questa la parte inziale e finale del prossimo Viaggio d'autore cui è dedicato anche un capitolo sui vescovi casorzesi
La chiesa parrocchiale di S. Vincenzo martire domina l’abitato di Casorzo; vi arrivi facilmente (quasi, le strade sono strette) seguendo i cartelli turistici; il sagrato permette un buon parcheggio. Ci apre il parroco don Andrea Tancini.
La chiesa fu costruita negli anni Trenta del Settecento in sostituzione della preesistente chiesa quattrocentesca di S. Maria di Piazza, in cattivo stato di conservazione e ormai insufficiente per contenere tutti i fedeli. Quest’ultima fu demolita, tranne parti della cappella di S. Antonio e il campanile, nel quale morì un centinaio di abitanti nell’incendio seicentesco appiccato dalle truppe spagnole.
La nuova chiesa parrocchiale fu promossa e finanziata dal conte Giovanni Picco Pastrone
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Fu onsacrata nell’agosto dello stesso anno dal vescovo di Casale, mons. Pietro Gerolamo Caravadossi. La facciata in mattoni a vista, ultimata da Carlo Antonio Manfrino, è leggermente convessa con un frontone curvilineo. Ha la sua dignità. Maestoso l’interno a navata unica con cappelle laterali. Nel presbiterio l’altare maggiore e la balaustrata sono in marmi policromi. Il baldacchino pensile ha foggia di corona dorata, con all’interno, curiosità, un bel dipinto. Alla parete di fondo dell’abside, sopra al coro ligneo settecentesco, sono poste tre grandi tele: la tela centrale raffigurante la ‘Madonna del Rosario’, coi Misteri dipinti in due serie orizzontali sottostanti, è opera di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo ( Ai lati due tele settecentesche: l’Immacolata venerata dai Ss. Vincenzo Ferreri e Giorgio e Cristo in croce tra l’Addolorata e S. Vincenzo). Sulle pareti del presbiterio due grandi pitture murali restaurate nel 2001 da Luca Pagella rappresentano Storie di S. Vincenzo di Saragozza con la matrona S. Lucina e il Martirio del santo.
In una cappella laterale merita una segnalazione la settecentesca statua lignea della Vergine, realizzata dalla scuola barocca genovese del Maragliano. L’organo ottocentesco fu realizzato dalla ditta Lingiardi, gemello di quello di Grazzano Badoglio.
Il campanile della chiesa antica venne rialzato nel 1737.
l.a. - d.r.
In preparazione Ticineto






