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  • 9 anni fa
  • Casale Monferrato

Terzo appuntamento di “Musica in Sinagoga”.

Domenica 11 giugno alle 21

 

Domenica 11 giugno, le note tornano a risuonare nella Sinagoga di Casale Monferrato, anche se la Comunità Ebraica di Casale Monferrato in questa data sospende l'attività pomeridiana per una cerimonia privata, la stagione culturale riprende la sera stessa e alle 21 il pubblico è atteso per il terzo appuntamento di “Musica in Sinagoga”.

 

Il concerto avrà per titolo Romanticismo ed Ebraismo e sarà una carrellata di autori dell'800 famosi e meno famosi, con ascendenze ebraiche, o che si sono cimentati in temi affini all'ebraismo.

Suonerà il Quartetto Ancina, formato da Alessandro Chiapello - violino, Flavia Giordanengo - viola, Amedeo Fenoglio - violoncello, Andrea Stefenell – pianoforte. Una formazione nata proprio con l'intento di promuovere e divulgare il vasto repertorio per quartetto con pianoforte a cui si sono dedicati i più grandi compositori da Schumann e Mendelssohn a Brahms e Dvorak, sino agli autori del Novecento, come Copland, scrivendo autentici capolavori della musica da camera.

 

Il concerto viene introdotto dalla suggestiva Melodia ebraica n.1 op 9 in sol minore per viola e pianoforte di József Joachim (1831-1907), violinista, compositore e direttore d'orchestra israelita di origine ungherese; intimamente legato tanto a Mendelssohn quanto a Schumann e – soprattutto - a Johannes Brahms (del cui concerto per violino curò la parte del solista) fu dedicatario delle maggiori opere violinistiche del XIX secolo.

Il brano succesivo è la Fantasia di Furio Rutigliano per violino e pianoforte in prima esecuzione assoluta, un brano ispirato alla contaminazione tra il canto popolare e la scrittura colta del secondo Novecento.

Il concerto propone poi due quartetti che illustrano, con la loro diversità, altrettanti aspetti contrastanti della musica romantica. Con il Quartetto in Si minore op. 3 n. 3, un Mendelssohn appena quindicenne dimostra di aver completamente assimilato la lezione dei classici, sorprendendo per la maturità del linguaggio (si tratta della sua prima opera data alle stampe) e per il virtuosismo della scrittura. Organizzando un'esecuzione di questo quartetto di fronte a Luigi Cherubini, allora direttore del Conservatorio di Parigi, il padre di Felix, Abraham, decide di far conoscere il talento del figlio all'establishment musicale del tempo. Nonostante l'esecuzione non di alto livello- secondo le cronache di allora – il concerto fu un trionfo suggellato dall'abbraccio di Pierre Baillot, direttore dell' Opera parigina, al giovane pianista e compositore, e l'inizio ufficiale della sua brillantissima carriera.

 

Il Quartetto op. 47 di Robert Schumann, composto nel 1842 nell'arco di 5 giorni (poco più lunga la gestazione del Quintetto op. 44 e dei Quartetti op. 41) è caratterizzato da netti contrasti espressivi, racchiusi in una forma sonata che non basta, nella sua espressione canonica, a contenerli. L'inserimento, nel primo movimento, di momenti in cui il tempo pare sospendersi, seguiti da vertiginosi accelerandi; l'impalpabilità dello scherzo; la forma fugata del finale che pare un omaggio alla scrittura contrappuntistica beethoveniana; il delicato intermezzo lirico del terzo movimento, segnano profondamente l'esperienza di ascolto del quartetto.