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La festività di Sukkot

in Sinagoga

Sono ormai più di 20 anni che la Comunità Ebraica di Casale Monferrato apre le sue porte durante la festività di Sukkot. Del resto la mitzvà (buona azione) di questa ricorrenza consiste proprio nello stare insieme.  Un'occasione che Casalesi, o amici da ogni dove, non si lasciano scappare. Bel tempo o pioggia, come domenica scorsa, ci si trova attorno alla capanna costruita nel Cortile delle Api. Il bello è che in Monferrato il significato di Sukkot, così legato al ritmo delle attività agricole, ricorda più che le tende dell'Esodo, la fine della vendemmia e i profumi dell'autunno.  

Anche se i Casalesi ormai cominciano a conoscere bene la complessa simbologia di Sukkot non mancano mai di ascolatare la piccola conferenza che viene allestita per l'occasione. Per anni è stata Viki Acik indimenticata narratrice delle tradizioni, a raccontarci il complicato intreccio tra i vegetali con cui si costruisce la capanna, il “lullav”, ovvero il “bouquet” usato per la benedizione, le prescrizioni della Torah e persino quel po' di cabala che fa un po' da legante a tutti questi elementi.   Domenica 20 ottobre il compito è andato invece ad una ospite straordinaria: Margherita Vitale, restauratrice, nata Genova, dove si è laureata in conservazione dei Beni Culturali, per poi specializzarsi in restauro di opere lignee policrome. Perfetta per una festa che vede intrecciarsi i legni di almeno 5 specie diverse di piante, ma anche per spiegarci, ad esempio, di tutti gli “ospiti onorari” che vengono invitati uno per ogni giorno di Sukkot: Abramo, Mosè... fino a Salomone l'ottavo giorno. 

E infine, dopo la benedizione (quest'anno intonata da Elio Carmi), c'è un'altra ragione per cui in tanti sono venuti a fare Sukkot a Casale. Questa è una festa in cui si celebrano i prodotti della terra nel mondo migliore possibile: mangiandoli. Quest'anno torta di mele con spezie e croccanti biscotti di miele conosciuti come Dufshaniot.  

Il prossimo appuntamento alla Comunità Ebraica di Casale domenica 27 ottobre sarà meno gastronomico, ma culturalmente altrettanto stimolante. Mentre alla Galleria degli Uffizi di Firenze si inaugura “Tutti i colori dell'Italia Ebraica”, con alcuni tessuti provenienti dal museo di Casale, alle 16 in Sala Carmi viene esposto un altro reperto che raramente viene mostrato al pubblico. Si tratta del manostritto appartenuto a Sir Moses Montefiore (1784/1885), relativo a musiche eseguite presso la sinagoga di Casale Monferrato nel 1773 in occasione della festa di Hosharà Rabba.  Sarà presente il Coro Gesher diretto da Erika Patrucco con la partecipazione del compositore Giulio Castagnoli.