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Ebrei nella diaspora

“Diversi ma uguali”

“Diversi ma uguali” Elio Carmi vicepresidente della Comunità Ebriaca di Casale riassume così la storia raccontata da “Another Country”, la mostra inaugurata domenica 1 luglio nella Sala Carmi del complesso di vicolo Salomone Olper . Il sottotitolo “Momenti di vita di Ebrei in diaspora” forse è riduttivo della storia raccontata in questi grandi pannelli, oggi raccolti in sala Carmi, ma arrivati fin qui da un altro museo ebraico, quello di Bologna, per un'esposizione nata dalla collaborazione con “Beit Hatfusot - The museo un Jewish People”. E' un'analisi di come alcuni momenti topici della vita ebraica siano vissuti da un'identità culturale a cui la diaspora ha imposto un confronto con tutto il resto del mondo e gli eventi storici hanno ulteriormente rimescolato.

Si parla soprattutto di matrimonio: le immagini mostrano giovani sposi ungheresi prima di essere spazzati via dalla Shoà, ragazze ebree del Corno d'Africa o del Marocco di oggi e di ieri, matrimoni con particolari esotici. Eppure sono tutti rigorosamente matrimoni ebrei con la loro simbologia codificata: il baldacchino, il bicchiere, il contratto nuziale, come spiega Carmi, ma ciascuna trasportata nelle singole realtà di ogni paese. Diversi ma uguali. appunto.

Una delle caratteristiche apprezzabili della mostra sono le didascalie: non si limitano a descrivere genericamente le situazioni, raccontano, fanno nomi e cognomi, rendono la storia quello che dovrebbe essere per ciascuno di noi: una parte della nostra vita contemporanea 
 

La mostra sarà aperta fino il 2 settembre quando sarà ospite in vicolo Salomone Olper anche di Vincenza Maugeri, direttrice del Museo Ebraico di Bologna, data che segnerà anche la ripresa dell'attività culturale della Comunità Ebraica casalese.  

a.a.