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In piazza Mazzini e in piazza del Campo

Corso Isral di Geografia, la lezione di Roggero

La seconda lezione del Corso, che si tiene in Alessandria presso l'ISRAL, organizzato congiuntamente da ISRAL e AIIG, sul tema: Insegnare la Geostoria: Corso entry level, ha visto come relatore DIONIGI ROGGERO, storico, giornalista del nostro bisettimanale, delegato FAI.

Ha affrontato, servendosi anche di pertinenti e significative immagini,  l'impegnativo tema: La torre e la piazza. Il complesso rapporto tra mondo di sopra e mondo di sotto ieri e oggi.

Il relatore ha iniziato indicando due testi fondamentali utili per affrontare il tema: NIALL FERGUSON, La piazza e la torre; PIETRO CORELLI, Oliviero Capello. Storia del Monferrato del secolo XVI. L'oratore, che sa sempre rendere accattivante ciò che presenta, invece di parlare di “indice, sommario, punti da sviluppare”, ha proposto invece ai corsisti un menu, nel quale l'antipasto è costituito dalla riflessione generale su storia e geografia.

Un primo nella riflessione su quanto scritto da Ferguson. due  secondi, che consistono in piazza del Campo a Siena e in piazza Grande (ora piazza Mazzini, più popolarmente conosciuta come “piazza del cavallo”) a Casale. Qui già iniziano ad affacciarsi insieme geografia e storia. Roggero intanto richiama quanto spiegato dallo scrivente circa la geostoria (cfr. “Il Monferrato”, venerdì 24 gennaio 2020, p. 31). Mostra il dipinto Clio musa della Storia di JAN VERMER (1666 ca), quindi Lezione di Geografia del nostro Eleuterio Pagliano (1880). In entrambi i quadri la figura femminile prevale. Del resto, se si esclude il periodo sabaudo in cui prevaleva nettamente la legge salica con discendenza strettamente maschile, il Monferrato per molti versi può essere ritenuto un feudo femminino, in quanto i passaggi  da un dominio all'altro (dagli Aleramici ai Paleologi e dai Paleologi ai Gonzaga) avvengono tramite figure femminili. 

A questo punto il relatore instaura un affascinante rapporto tra Siena (e qui torna a richiamare il pensiero dello studioso Ferguson) e Casale. Il centro, non solo geografico, ma storico – culturale di Siena è rappresentato da piazza del Campo.

Roggero ne mostra diverse immagini di varie epoche. Sta di fatto che la piazza è indice della componente popolare, della democrazia, ma su di essa incombe l'ombra minacciosa della torre (il Signore, il potere). Inizialmente in quella piazza avveniva la caccia dei tori, poi abolita dal Concilio di Trento. Vi avveniva la sfilata delle Contrade, ancor prima che si arrivasse al Palio, ancora oggi tanto atteso e famosissimo in tutto il mondo. Roggero mostra poi alcuni brani dello splendido documentario su Siena (all'interno della trasmissione “Meraviglie d'Italia”) di Alberto Angela.

Si passa quindi a Casale, partendo da quella che oggi chiamiamo piazza Mazzini, che può rappresentare il popolo e la democrazia (per la verità non sono particolarmente lunghi i periodi in cui Casale si potè definire “libero Comune”). Ma a pochi metri, percorrendo via Saffi, si incontra la torre Civica, simbolo del potere e che -si può dire- riassume un po' la storia di Casale: salendo in altezza ad un certo punto si arriva allo strato che segna sostanzialmente l'anno Mille; continuando a salire il successivo stadio è quello rinascimentale; infine viene la parte più alta, quella che potremmo definire barocco – gonzaghesca. Se nel Duomo di Siena troviamo la rappresentazione della lupa senese, a richiamare la versione leggendaria della fondazione di Roma, a Casale non sono pochi i reperti romani ritrovati (l'antica Vardacate romana). Piazza Mazzini del resto è il punto d'incontro tra il cardo (direzione nord – sud): via Lanza – piazza Mazzini – via Roma; e il decumano (direzione ovest – est): via Saffi – piazza Mazzini – via Duomo.....

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FOTO.   'Repressione della congiura di Oliviero Capello', disegno di Eleuterio Pagliano