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Castello: Domenico D'Oora e Sandi Renko

Curatori Anselmo Villata e Giovanni Granzotto

E' stata inaugurata sabato al secondo piano del Castello di Casale Monferrato “INCONTRARSI NELLA LUCE E NEL COLOREla mostra di  Domenico D'Oora e Sandi Renko a cura di Giovanni Granzotto e Anselmo Villata, una doppia personale che racconta il viaggio visivo dei due maestri negli ultimi anni.

La mostra è stata presentata dall’assessore alla cultura Gigliola Fracchia e dai curatori Anselmo Villata e Giovanni Granzotto che hanno illustrato la pregevole impostazione della rassegna e contestualizzato bene gli artisti con le loro opere, tra i migliori esempi nazionali di arte minimale e arte programmata ed opticall nazionali ed agli artisti stessi intervenuti con un saluto ed una breve introduzione al loro lavoro visivo.

Il numeroso pubblico presente ha confermato la validità qualitativa di questo terzo appuntamento del progetto “Castello contemporaneo” che sta qualificando la città di Casale Monferrato tra le città piemontesi e nazionali con più significative proposte artistiche. In un allestimento luminoso e ben equilibrato troviamo le opere di

Domenico D’Oora è un artista che da sempre ha cercato l’essenzialità del suo pensiero visivo ma soprattutto nelle sue ultime opere riesce a concretizzare una ricerca plastica che possa andare oltre la pittura o la scultura , con una visione che riesce ad interagire con lo spazio assoluto intervallandosi con i silenzi dell’infinito. Nascono cosi intensi monocromi minimali , che rivedono la grande lezione novecentista di Mondrian sino alla scuola di New York di Rothko e Newman citando anche la pittura analitica ma consapevole di una nuova concettualità e ricerca dove l’artista è protagonista con il fruitore di una nuova visione percettiva dell’arte e della sua matericità eclettica creando una possibilità di “pittura speculativa “ come la definisce il maestro stesso.

Sandi Renko ricerca nel pragmatismo della perfezione del quadrato la dinamicità luministica di ricerche optical che si sono confrontate sin dagli anni 60 con quelle dei Padovani del gruppo N, dove lui visse la sua cultura giovanile per poi reinventare un viaggio di luce e prospettiva suo.

Renko studia la verità della percezione estetica moltiplicandone la soluzione, diventano cosi cubi i quadrati , finiti ed infiniti, creando un vortice di “pensieri corti “ nascosti dentro un’ infinita essenzialità programmatica . Una sorta di felicità visiva che lavora sul nostro inconscio cinetico o reale spostandoci solamente di un passo per vedere una nuova luce ,una nuova prospettiva ,una nuova realtà,destrutturata ,come nella serie dei “camouflage” quando le linee si fluidificano e si rendono flessibili cercando una rigorosa naturalità.

La mostra che proseguirà sino al 18 dicembre è accompagnata da un catalogo edito da Verso L'Arte Edizioni, Cerrina, con un ricco corredo iconografico e un apparato di testi critici a firma di Giovanni Granzotto, Anselmo Villata, Martin Engler, Giorgio Bonomi e Nicoletta Zar. 

Piergiorgio Panelli

Foto (di Luigi Angelino) alla inaugurazione