Notizia »
Agostiniani in Monferrato
A Casale Baronino e Santa Croce, poi Vezzolano, Crea, San Salvatore, Morano -- Sabato 20 il Papa a Pavia
Sabato 20 giugno, alle 14,45 Papa Leone atterra a Pavia, dopo un’ora e 45 minuti di volo in elicottero dal Vaticano. Alle 16,15, nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, rende omaggio alle Reliquie di Sant’Agostino, fondatore dell’Ordine al quale il Pontefice appartiene. Il Monferrato, le Terre vicine, Casale in particolare, hanno antichi e solidi riferimenti all’attività dei religiosi Agostiniani.
Storie che si allargano dai conventi casalesi di Santa Croce e San Bartolomeo, alla Canonica di Vezzolano, al Santuario di Crea, ai conventi di Alessandria, Asti e Vercelli, fino alla piccola parrocchia di Morano Po.
Si parte da lontano, dai tempi del re Liutprando (712-744), signore della Langobardia, della quale anche l’attuale Piemonte fa parte. A Casale, tra tanta storia e un pizzico di leggenda lo si ricorda come fondatore di una chiesa intitolata a San Lorenzo, alzata dove Sant’Evasio aveva costruito una prima cappella, e sulle cui fondamenta nascerà l’attuale Duomo: in un vecchio elenco degli anniversari, si leggeva “30 gennaio anniv. per il serenissimo re Liutprando fondatore”. Tanto personaggio ci collega con Pavia, nella cui basilica imperiale di San Pietro in Ciel d’Oro, nell’anno 723 fece trasportare in nave da Cagliari le spoglie di Sant’Agostino, per sottrarle alla minaccia araba. Sono quelle reliquie, oggi racchiuse in una preziosa urna d'argento dell'VIII secolo, a sua volta custodita dentro un monumentale mausoleo marmoreo, che Papa Leone andrà a venerare.
Quanto alla storia dell’Ordine Agostiniano, un primo riferimento piemontese si trova nella Canonica di Vezzolano, fondata nel periodo 1050-1100, e affidata a religiosi che seguono la regola di Sant’Agostino, come confermato da bolle papali del 1176 e 1182. Fin dal 1152, hanno la cura della “chiesa di Crea (Credonense) colle sue pertinenze e decime, ora santuario celebratissimo della Madonna del monte di Crea”, e di alcune chiese minori, come “Morano colle dipendenze, feudo dei Mossi” e di “Ubiliano colle sue pertinenze e decime” (l’attuale San Sebastiano Po). Il priorato di Vezzolano perderà Crea nel 1478, quando per decreto di Sisto IV sarà sostituito dai Serviti, pur se qualche anno più tardi ne saranno reggenti i Canonici Lateranensi.
Nel centro storico di Casale, l’Ordine riceve in affidamento nel ‘300 il convento e l’attigua chiesa di Santa Croce, consacrata nel 1344, sorta per venerare come reliquia un frammento della Croce del Cristo. Oggi l'ex convento ospita il Museo Civico, istituito a metà dell'Ottocento, e nel chiostro si può ancora osservare lo stemma agostiniano - il libro, la freccia, il cuore fiammeggiante – che Leone XIV ha voluto riportare nel proprio stemma pontificio, con la scritta “In Illo uno unum”, “nell’unico Cristo siamo uno”.
Ancora a Casale, finalmente ristrutturato e adibito a sede della Compagnia Carabinieri dal 2024, ecco in Piazza Baronino il grande compendio che secoli addietro ebbe ad ospitare due monasteri, intitolati a San Bartolomeo e San Marco. Già affidati alle monache Umiliate, dal 1477 passano alla regola di Sant’Agostino, spiritualmente assistite dagli Agostiniani di Santa Croce. In città, quando nei secoli centrali del secondo millennio si fa più robusta l’assistenza a indigenti e malati, e mette germogli quello che diventerà l’ospedale di Santo Spirito, anche gli Agostiniani si danno da fare. Nel 1549 il Vicario generale fra Carlo da Livorno (Ferraris), già priore a Casale, cura l’istituzione di una società di “morigerati e caritatevoli cavalieri e dame, sotto il titolo di S. Spirito, che con santa emulazione avessero inspezione, e servissero i poveri infermi”.
Ricordi agostiniani a San Salvatore, dove, accanto all’arcipretura di San Martino, esisteva un’altra, più modesta parrocchia, dedicata a San Siro, citata dal primo secolo dopo il Mille. Nel 1269 viene aggregata al priorato di Sant’Andrea degli Agostiniani di Santa Croce di Mortara, meglio noti come Mortariensi. Religiosi dello stesso Ordine sono fondatori a metà del ‘500 della chiesa di Santa Maria del Paradiso, che sostituisce un precedente tempio dedicato a Sant’Antonio, e nel 1822 sarà sostituita a sua volta da un nuovo edificio, ancora sotto il titolo di Sant’Antonio.
Il repertorio “Orbis Augustinianum” del 1672, e un attuale sito web (https://www.cassiciaco.it) elencano tutte le presenze dell’Ordine, in Italia e all’estero. Per il Piemonte, oltre ai già citati insediamenti, troviamo San Giacomo della Vittoria e Santa Maria delle Grazie ad Alessandria, ai quali va aggiunto il convento del SS.mo Crocifisso; a Vercelli, il monastero di San Marco, attestato nel 1387, cui vanno aggiunti i monasteri di San Bernardo e Santa Maria della Misericordia; il comune di Asti vede la presenza dei conventi di Sant’Agostino e Santa Maria delle Grazie; insediamenti a Canelli, Cocconato, Viarigi. Altre comunità di Agostiniani a Tortona (Santa Maria Assunta, Santa Trinità e San Bernardino), Silvano d’Orba (Santa Maria), Livorno Ferraris (Santa Maria delle Grazie).
Tra i non pochi casalesi che vestirono l’abito agostiniano tra il ‘400 e il ‘600, padre Camill’Angelo Alghisi, Vicario generale dell’Ordine nel 1604; un altro Alghisi, Fulgenzio, priore a Casale e Bergamo, Vicario nel biennio 1659-60; quindi Giovanni di Casale, Cassiodoro Carretto, Emilio Angelo Francesco, Antonio Castiglione, Egidio Lavezzani, Giovanni Maria Balliano. Per due volte Vicario generale, a metà ‘500, anche Deodato Ricci di Borgo San Martino.
Nello stretto rapporto tra Casale e Agostino d’Ippona, infine da sottolineare per i tipi dell’editrice casalese Piemme le tante edizioni de “Le Confessioni”, l’opera autobiografica nella quale il Santo, rivolgendosi a Dio, narra la sua vita e in particolare la storia della sua conversione al Cristianesimo. Di particolare interesse l’edizione con pregevole introduzione del teologo svizzero Hans Urs von Balthasar.
aldo timossi
FOTO. La facciata della Baronino, in una immagine scattata venerdì (f. Angelino)






