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Monfrà Jazz Fest

Il primo week end di settembre del Monfrà Jazz Fest comincia in mezzo a una vigna e con un acquazzone.

Basta questo a fermare l’espressione di libertà incarnata da una manifestazione capace di raccontare il territorio in musica? Certamente no! Asciugati gli strumenti l’Orange Blues Band è pronto ad esibirsi sabato 3 settembre tra i filari dell’Azienda Vitivinicola Botto Marco di Sala.

L’unica variazione del programma è l’incipit affidato alla sola Laura Perilli: voce, ukulele e pezzi come “Luisiana Fair Tale” e “Mooriver” che sembrano davvero portare l’arcobaleno dopo il temporale. Poi parte la collaudata sezione ritmica alle sue spalle: Matteo Bergamini alla chitarra, Andrea Rogato al piano; Gigi Andreone al contrabbasso (di cui segnaliamo un assolo di gran classe) e Alessandro Casè alla batteria. Si macinano classici come “I’ve Got You on my mind”, “Nobody Knows You”, “San Francisco Bay” su cui qualcuno accenna anche qualche passo di danza. Route 66 chiude un concerto che il pubblico ha degustato fino in fondo, anche in senso letterale, con un bicchiere di vino in mano e prenotandosi in massa alla merenda sinoira.

Il giorno successivo un bellissimo sole illumina Villamiroglio e tramonta su un panorama incredibile che abbraccia colline e pianura da Torino fino a Casale, una cifra stilistica di questo Monfrà Jazz Fest è che stato capace di scovare decine di luoghi incantati simili. Il Sindaco di Villamiroglio, Paolo Monchietto, ne è giustamente orgoglioso. Ima Ganora, Presidente dell’Accademia le Muse e fondatrice del Festival, ricorda che siamo qui per ascoltare il jazz delle grandi orchestre, tutto da ballare…con una big band formata da solo due persone. E’ una bella sfida, ma è proprio qui la parte interessante: una voce e un contrabbasso, stop. Per di più un luogo comune imporrebbe che la voce fosse femminile e il contrabbasso percosso da mani callose. Invece le mani sono quelle di Veronica Perego e davanti al microfono c’è il timbro confidenziale di Max Giglio. E’ più di un concerto, è un’esperienza musicale, perché essenziale non è sinonimo di scarno. Le linee melodiche originali del contrabbasso sono capaci di regalare una nuova vita a ogni brano e la scelta dei pezzi fa il resto: classici dello swing italiano come “Le gocce cadono”, “Pinguino innamorato”, “Pasqualino Marajà”, ma anche canzoni degli anni 60 che si prestano alla voce di Giglio come “La musica è finita”, “Conversazione” e “L’ufficio in riva al Mare” di Lauzi, dove si trasformano in rumoristi e il pubblico applaude per quello che si riesce a fare con una bottiglia e una cannuccia. Il sole tramonta dietro le montagne mentre si apparecchia l’immancabile merenda sinoira.

“Non potevamo farci scappare il Monfrà Jazz Fest”, ha esordito il sindaco di Villadeati Angelo Ferro, giusto un’ora dopo. Il comune ha una eredità importante, quella della famiglia Feltrinelli, e il cortile retrostante la ex chiesa di San Remigio è diventato un luogo di presentazione di libri, rassegne teatrali e cultura. Location perfetta per far accompagnare al jazz il nuovo romanzo di Guido Michelone: “Io sono un jazzista”. La parte musicale è affidata a Stefano Profeta al contrabbasso e Tommaso Profeta al sax. Per la prima volta padre e figlio si esibiscono in pubblico al Fest e la scaletta è perfettamente coerente con il racconto dello scrittore che narra la vita dello squattrinato saxofonista Riccardino Bellavita, in arte Richard Goodlife. Lo spettacolo di parole e musica scorre veloce, rivelando l'ottima intesa, non solo tra narratore e musicisti, ma anche tra padre e figlio. Tommaso Profeta è cresciuto insieme al Monfrà Jazz Fest e anche per questo ieri sera l'organizzazione ha voluto festeggiarlo per i 18 anni raggiunti da pochi giorni con una bellissima torta della pasticceria Ninin offerta poi a tutti i presenti.

La prossima settimana per il fest è ancora più ricca di appuntamenti.

Giovedì 8 settembre alle 21.30 alla Birreria Moonfrà di Casale si esibisce il Maes Trio.

Sabato 10 settembre le “Passeggiate Musicali” nel centro storico di Casale prevedono cinque tappe, dalle 16 alle 20, ognuna dedicata ad un aspetto del jazz. Sabato 10 settembre alle 21 il “Concerto degustazione” tra gli alambicchi della distilleria Magnoberta con The Kitchen Swing Band.

La domenica mattina dell’11 settembre, ore 10, alla Big Bench la Tartufina di Odalengo Grande si esibisce il duo formato da Caterina Accorsi, voce, e Sergio Di Gennaro, piano. Alle 19.30 dello stesso giorno, al Belvedere di Gabiano, sono attesi i Vinaccia Ensemble. Per il programma completo e biglietti è attivo il sito www.monjazzfest.it

a.a.

FOTO. A Villamiroglio