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L'inaugurazione di 'Dal segno al sogno'
Laura Rossi Mauro Galfrè fino a domenica 15
“Dal segno al sogno” è il titolo della mostra degli artisti monferrini Laura Rossi e Mauro Galfrè, inaugurata sabato nelle sale della manica lunga nel Castello di Casale e curata dal Comune e dalla Consulta della cultura.
E' stata presentata dall’assessore alla Pubblica Istruzione Ornella Caprioglio, dall’onorevole Cristina Bargero, dal presidente della Consulta Cultura Piergiorgio Panelli, dalla critica d’arte Giuliana Romano Bussola, seguita da aneddoti degli stessi artisti sul loro percorso nella cultura degli anni sessanta casalesi.
Un numeroso pubblico di amici ed estimatori esperti, tra loro molti artisti e critici, ha potuto ammirare in un bell’allestimento un percorso anche storico dei due linguaggi visivi che hanno portato Lura Rossi e Galfrè ad essere fra le personalità artistiche più interessanti del territorio monferrino. Come si evince già dal titolo della mostra, il sogno, l’onirico, sottolinea il dialogo fra i due artisti.
Laura Rossi, una delle prime donne artiste in particolare surrealiste del casalese, allieva della Izzia e amica fin dall’infanzia dei migliori artisti locali, espone già nella fine degli anni ‘60 con gruppi surrealisti, tra i quali Enrico Colombotto Rosso e Gian Penna, con una costruzione del linguaggio già strutturata. Inventa interessanti figure – anime senza sessualità, ma piene di luce che danzano o volano nell’infinito di vetrate bizantine o spazi onirici: troviamo alcune di queste opere anche in mostra. Il linguaggio dell’artista si concentra soprattutto sulla segnica dell’incisione, in particolare del linoleum, con cui la Rossi trova la perfezione del suo sentire, interpretando numerosissime opere architettoniche, chiese, palazzi, ma anche paesaggi visti nei suoi viaggi (e finiti nei piatti d'autore per i crocieristi Il Monferrato-Stat, ndr).
L’artista trova la luce del suo segno proprio donando al suo gesto l’emozione di scavare dentro la bellezza dei soggetti, come nella sua anima disegnando dentro il buio con la luce del segno. Citazione per i piccoli acquerelli, quasi miniature, eseguiti con sapienza e delicatezza. Molto interesse per gli originali (anche qui siamo nella miniatura...) dei calendari (per amici, molto richiesti).
In Mauro Galfrè troviamo la ricerca di un inconscio riverbero della bellezza femminile come simbolo del mistero dell’essere femminile. Galfrè coglie, con un segno sicuro e coinvolgente, citazioni di opere letterarie o teatrali da dove costruisce l’icona dei suoi personaggi, visti con ironia e sensualità tra una linea segnica liberty ed una visone contemporanea legata al fumetto colto, pensiamo a Manara , Pratt ed altri, ma sempre con una scenografica eleganza di fondo, quindi un surrealismo del subconscio ma rivisto in chiave metaforica . Troviamo quindi esotiche visioni femminile, con maschere dalle incredibili ali di farfalla; ritratti riuscitissimi tra forma e contenuti, come quello di Pavese, che possono ben rappresentare il manifesto di Andrè Breton del 1924 quando scrisse le motivazioni del surrealismo storico.
Piergiorgio Panelli
-La rassegna è aperta il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 fino al 15 ottobre. E' ospitata nella Manica Lunga, entrata dal cortile d'onore sulla destra. Ha il patrocinio del Comune.
FOTO. Parterre inaugurale (f. Ufficio Stampa Comune, Bertonicini)






