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Il vescovo Sacchi inaugura i lavori alla chiesa parrocchiale dell’Assunta

Domenica alle 11 a Montemagno

 

Di Alessandro Anselmo

 

 

Sarà il vescovo Gianni Sacchi a inaugurare domenica prossima 30 giugno alle ore 11 i lavori di restauro della facciata della chiesa parrocchiale dell’Assunta di Montemagno.

Dopo gli interventi del sindaco Claudio Gotta e delle autorità che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera di restauro, monsignor Sacchi celebrerà la messa al termine della quale ci sarà l’incontro conviviale presso il parco del Castello.

Il parroco don Kpodro Kodjo , per tutti don Benjamin, ha affidato nel 2016 i lavori all’architetto di Casale Stefania Raso e allo studio associato Raviola-Maccagno di Asti per quanto riguarda la sicurezza e la gestione amministrativa con l'incarico di redigere il progetto di “Restauro conservativo delle facciate della chiesa parrocchiale dell’Assunta” per un importo complessivo di 387 mila euro. “Abbiamo potuto realizzare una spesa così notevole grazie alla sinergia di tutte le forze che hanno contribuito, comprese le donazione di tanti fedeli del paese che volevano veder risplendere il simbolo della nostra comunità parrocchiale”, spiega don Kpodro. Parte dei finanziamenti sono arrivati dal Comune guidato dal sindaco Claudio Gotta, dalle Fondazioni Cassa di Risparmio di Asti e Cassa di Risparmio di Torino e dagli uffici BBCC della Curia (arch. Raffaella Rolfo – geom. Alan Zavattaro – don Giampio Devasini) che ha concesso l’accessibilità ai contributi dell’otto per mille della CEI. 

Gli interventi progettuali sono stati definiti in accordo con il funzionario della Soprintendenza, l’architetto Cristina Lucca, e la loro realizzazione è stata affidata allo Studio Eandi snc di Eandi Mauro e Fulvio di Torino che si è avvalso della collaborazione della ditta Mimesi snc di Braida-Carlevaro di Torino.

Tra gli interventi più significativi – spiega Stefania Raso che ha coordinato i lavori - ci sono stati il restauro e il risanamento conservativo della facciata, del corpo circolare della Chiesa e la tinteggiatura finale sulla facciata stabilita e concordata con la Soprintendenza. Il colore “rosa” che si è stabilito di utilizzare per la ridefinizione cromatica d’insieme della facciata principale è confermata anche dalla comparazione storica con lo stato attuale del campanile, dove si riscontrano le stesse tipologie di intervento e la stessa Torre campanaria diventa importante e preziosa fonte di riferimento cromatico”.