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Famiglie nobili monferrine di Armano L. Gozzano
Tre Vellano per tre Callori - L'estinzione della linea cadetta
Virgilio De Mattei -nonno materno di una delle ultime tre Callori- si laureò nel 1879 al Politecnico di Torino, titolare di un gabinetto di fisica e per alcuni anni impiegato nello studio torinese di ingegneria Soldati & C.
Dopo aver lavorato in proprio nell'allestimento di tronchi ferroviari, nel 1896 decise di trasferirsi a Casale Monferrato per sviluppare i propri sogni. Il grande personaggio, dotato di energia innovativa e iniziativa imprenditoriale legata alle origini dell'industria del cemento di fine '800, contribuì alla progettazione e alla realizzazione della galleria Laurenta di Ozzano e degli impianti di produzione dei grandi gruppi industriali italiani di inizio '900. Su proposta del cognato, titolare dello studio Soldati & C., fu nominato direttore generale della S. A. Calce & Cementi, la prima fabbrica del settore in Italia con sede a Casale Monferrato, ufficializzata nel 1898 sotto la presidenza dell'ing. Adolfo Pellegrini.
Nel panorama produttivo locale operavano personaggi come Riccardo Gualino, Luigi Buzzi con i figli Piero e Antonio, Luigi Marchino con il figlio Ottavio.
L'azienda raggiunse la massima produttività con l'avviamento degli stabilimenti di Civitavecchia e Venezia, utilizzando forni verticali e un forno rotante danese Schmidt per la cottura della marna, primo in Italia.
Dal 1899 al 1923, Virgilio De Mattei, un pioniere dell'industria, fu presidente del Consorzio delle grandi aziende del cemento composto da Giovanni Cerrano, Edoardo Ottavi, Luigi Marchino, Giovanni Palli e Edoardo Porta, un atto rogato dal notaio Calleri. Virgilio, personaggio ricco di continuità creativa, nel 1910 diede vita a Torino all'attuale Confindustria con la Federazione Calce Cementi di Casale e altre dieci associazioni imprenditoriali.
Nel 1917 concretizzò la fusione tra S. A. Calce & Cementi e la Società Nazionale dei Cementi Pesenti di Bergamo trasformata nel 1927 in Italcementi, proprietaria dell'Opificio con l'utilizzo di undici forni rotanti. Ancora oggi "Virgilio" rappresenta nome di dominio digitale ad accesso privato di Italcementi per dipendenti e collaboratori del gruppo Heidelberg Materials.
Inoltre fu nominato presidente del Comitato della Croce Rossa di Casale, contribuendo alla raccolta fondi a favore dei soldati feriti durante la Grande Guerra. Fu anche presidente della Scuola Leardi e della Camera di Commercio fino alla morte.
Nel 1912 Virgilio donò a Casale, prima città in Italia, un impianto radiotelegrafico Marconi di grande utilità pubblica con l'ora esatta ricevuta giornalmente dalla Torre Eiffel di Parigi, trasmessa ai sette orologi elettrici in verdi cornici stile liberty comandati da una centralina unica acquistati in Svizzera e collocati in diversi punti della città, notizia riportata il 20 luglio 1914 sulla Stampa di Torino, trattata anche su Il Monferrato da Dionigi Roggero e Luigi Angelino con un "Viaggio d'autore" e da Idro Grignolio.
Virgilio -è un particolare curioso- donò a Casale una colubrina, un piccolo cannone posizionato sulla Torre di Santo Stefano che sparava a salve allo scoccare del Mezzogiorno. Il rumoroso utilizzo fu interrotto dalle lamentele della popolazione e dalle polemiche della stampa con pesanti vignette riportate sul giornale "Il Risveglio". Grande appassionato di astronomia, inventò un calendario perpetuo con doppio cerchio concentrico mobile recante indicazioni di giorni, mesi e anni, un cartoncino donato all'orologiaio Giovanni Tetone incaricato negli anni '60 della manutenzione degli orologi elettrici donati da Virgilio alla città di Casale Monferrato.
Il calendario perpetuo fu regalato da Giovanni Tetone a Idro Grignolio.
Virgilio ricoprì un'altra importante presidenza nella Banca Evasio De Mattei & C., fondata dal cugino Evasio e convertita in Società Anonima nel 1924, amministrata dall'ing. cav. Francesco Alzona, avv. cav. Tullio Margara, cav. Luigi Morano, cav. Ferdinando Rabaglino e da Umberto Rabagliati, direttore.
Andiamo oltre, ma siamo nella grande storia: Olga, nipote di Evasio e figlia del conte Carlo Grillo di Casale, diventò la moglie di Ugo Cavallero, il maresciallo d'Italia arrestato per ordine di Badoglio, liberato per intervento del re e ancora arrestato e liberato dai tedeschi che gli offrirono di assumere il comando delle forze italiane rimaste al loro fianco. Cavallero si rifiutò e il 14 novembre 1943 fu trovato morto nel giardino di un hotel di Frascati, sua residenza, a seguito di un colpo di pistola alla tempia. Frascati era la sede del Comando Supremo tedesco del Centro-Sud (Luftflotte 2), guidato dal feldmaresciallo Albert Kesselring.
Tra i sei figli di Virgilio De Mattei e Maria Toso troviamo, lo anticipavamo, Felicita, moglie di Filippo Callori, dando continuità al casato.
Il primogenito Camillo Callori, scomparso in tenera età, segnò l'estinzione della linea cadetta mentre le ultime tre sorelle sposarono i tre figli del regio notaio di Pontestura Leone Vellano e Giovanna Bruno, tra i quali Giuseppe, impiegato presso l'ufficio personale Fiat di Torino e marito di Vincenza Callori, genitori del genealogista di famiglia Vittorio Vellano.
In ogni caso la linea principale dei Callori è tuttora esistente a Roma, in Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Oltre ai feudi posseduti in Piemonte, la famiglia possedeva a Casale Monferrato la zona ancora oggi denominata Agro Callori, territorio denso di terreni agricoli situato fuori dalle mura storiche a ridosso del vecchio baluardo di S. Anna, espropriato nel 1857 dal Comune per l'ampliamento dell'area urbana.
Armano Luigi Gozzano - 4 fine
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