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Cinquantasei anni di professione in una mostra
Per Teresa (Lucia) Rossi inaugurazione sabato alle 16 a Cella Monte
Un compendium, di cinquantasei anni di attività professionale e creativa dell’architetto monferrina Teresa (Lucia) Rossi, allestirà la mostra per immagini che prenderà vita nella sala conferenze dell’Ecomuseo Pietra da Cantoni di Cella Monte, da domani, sabato 5 ottobre, fino al prossimo 3 novembre.
Saranno una quarantina le immagini selezionate per l’esposizione, estrapolate dal catalogo realizzato a corredo della mostra, con scatti di Franco Andreone, Loris Barbano Teresella Bazzani, Giovanni Busto, Ilenio Celoria, Giovanni. B. Giachetti, Mira Rossi e della stessa Teresa Rossi, con la presentazione di Anna Maria Ariotti.
Nella sua lunga carriera professionale, la Rossi, classe 1935, ha vantato una ricca e variegata attività, che l’ha vista impegnata in opere pubbliche e private dal Piemonte fino alla Calabria e alla Puglia, realizzate nei suoi studi professionali di Torino, Milano, Alessandria, Casale Monferrato e, ultimamente, di Cella Monte: una costellazione di elaborazioni progettuali in diverse discipline incluse tra l’urbanistica, la pianificazione territoriale e la progettazione architettonica di importanti edifici pubblici.
Tra le numerosissime, alcune delle quali realizzate in collaborazione con professionisti di grande rilevanza, ricordiamo: la redazione del Piano Paesistico del Gargano, il Piano d'area sistema regionale delle aree protette della fascia fluviale, la progettazione, presso il Paradiso del Sacro Monte di Crea, dell'involucro che contiene la Cappella ritrovata e, nel locale sottostante, l’allestimento della mostra permanente di reperti significativi, il progetto esecutivo del Centro Commerciale in Santa Croce (via Roma, Casale, ndr), allestimento permanente della Gipsoteca Leonardo Bistolfi, il Piano particolareggiato dell’antico Borgo di Bussana pubblicato in "Bussana: rinascita di una città morta", Istituto Geografico Deagostini /si tratta di un borgo terremotato nei pressi di Sanremo, ndr) e il fabbricato artigianale in via Turcotti di Anna Maria Portinaro della Krumiri Rossi, oltre molte abitazioni private.
Non si può poi non ricordare, il processo di valorizzazione e recupero della Pietra da Cantoni, il cui merito va alle sue intuizioni e alla collaborazione con l’allora sindaco di Cella Monte Fiorella Cavagnero Coppo.
Dice di lei Anna Maria Ariotti, ex consigliere regionale ed ex presidente del Parco di Crea: “grande capacità tecnica, onestà intellettuale, rigore morale, disponibilità a condividere con altri quello che lei sa per naturale intuizione o che ha acquisito attraverso gli studi. L'ho conosciuta così, fin dai tempi dell'università, quando le amiche che frequentavano la Facoltà di Architettura mi dicevano di non essere preoccupate se non capivano qualcosa… non i professori o gli assistenti, ma era la Rossi che le aiutava a superare qualsiasi difficoltà. L’ho ritrovata anni più tardi…. E ancora in molti ad apprezzarla. Per tanti è stata una maestra. E’ stata incisiva, soprattutto nell'area collinare a Terruggia, Rosignano, Treville... e Cella Monte, il paese dove abita e di cui ha svelato le bellezze nascoste. La sua sensibilità estetica e la grande esperienza professionale maturata attraverso approfondimenti personali, curiosità scientifiche e attività diversificate in ogni settore, le hanno permesso di cogliere, sotto quel grigio uniforme intonaco che impediva alla pietra da cantoni "di respirare", la nascosta calda luminosità dell'arenaria presente e diffusa nelle nostre colline”. Così il presidente dell’Ecomuseo Pietra da Cantoni Corrado Calvo: “raccogliere in uno spazio chiuso tutto l’operato dell’architetto Teresa Rossi è impossibile. Il suo lavoro, l’impegno in molti anni di ricerca e studio, lo si può osservare ogni giorno, diffuso sul territorio che viviamo. Ospitare l’esposizione di alcuni suoi lavori è l’occasione per riconoscerle il contributo fondamentale dato alla riscoperta della pietra da cantoni, elemento identitario che caratterizza il paesaggio monferrino. Riportare alla luce la pietra da cantoni ha consentito ai nostri borghi di esprimere un carattere unitario e distintivo, di evidenziare la sapienza costruttiva delle generazioni passate, di manifestare in modo visibile il legame tra le case e la pietra, con la quale e sulla quale sono edificate. Se l’Ecomuseo è stato concepito è anche grazie all’intelligenza e alla visione dell’architetto. Rossi e, la mostra, è un’occasione per noi per ringraziarla”. A ricordare la redazione del piano regolatore intercomunale della zona, un tempo, definita "subarea C", che includeva anche il Comune di Cella Monte, scelto poi come residenza abitativa della Rossi, è il sindaco Maurizio Deevasis: “tra l’architetto e il sindaco Cavagnero nacque subito un’immediata sintonia e una straordinaria collaborazione: l'incontro di queste due donne trasformò Cella Monte nel gioiello che possiamo ammirare oggi. All’inizio, la prassi urbanistica dell’architetto Rossi apparve troppo restrittiva ma, oggi, possiamo dire che fu lungimirante e vincente”. Grande gratitudine e riconoscenza dunque alla Rossi, alla quale Deevasis attribuisce un altro grande merito: “quello di aver grandemente contribuito, in tempi non sospetti, al recente riconoscimento ottenuto da Cella Monte, di Borghi più Belli d’Italia”. Inaugurazione della mostra sabato 5 ottobre alle ore 10. L’esposizione resterà visitabile tutti i fine settimana dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16 alle ore 18; in settimana, su appuntamento. A corredo della mostra sarà disponibile il Catalogo.
Chiara Cane
FOTO. S. Croce, Casale






