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Manzoni alla Biblioteca del Seminario

Una mostra raffinata a cura di Chiara Mainini e Bruna Curato

Si è aperta con buona affluenza di pubblico e con grande interesse, la mostra Manzoni 150. L’assedio di Casale e altre storie in lingue diverse allestita presso la Biblioteca del Seminario di Casale Monferrato da Chiara Mainini e da Bruna Curato collaboratrici dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi (direttore arch. Raffaella Rolfo).

La mostra era stata presentata in anteprima al Convegno nazionale per i beni culturali ecclesiastici tenutosi a Firenze il 12 e 13 maggio dove il progetto era stato selezionato come una delle tre migliori proposte tra quelle presentate dalle Diocesi di tutta Italia in risposta al tema indicato per le annuali Giornate di Valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici “Oltre lo scivolo: dall’accessibilità all’inclusione”. L’idea delle curatrici è stata quella di proporre una riflessione sul tema dell’integrazione linguistica attraverso il ricordo dei 150 anni dalla scomparsa di Alessandro Manzoni, uno dei padri della lingua italiana scomparso il 22 maggio 1873. Sostenitore dell’Unità linguistica e nazionale, con il suo “risciacquare i panni in Arno” l’autore promosse la lotta contro l’analfabetismo favorendo l’utilizzo di un’unica lingua capace di abbattere le barriere comunicative. L’esposizione si apre con un pannello introduttivo scritto nel rispetto delle linee guida per la lettura agevolata che prevedono l’utilizzo di un linguaggio semplice e comprensibile a tutti e l’impiego di font e colori che favoriscano la lettura anche da parte degli utenti con ridotta visibilità. Al fine di ricreare idealmente il panorama linguistico della società attuale, la spiegazione è stata tradotta in diverse lingue scelte tra quelle che maggiormente rappresentano i paesi di origine di molti abitanti del territorio. Oltre all’italiano compare quindi il testo in arabo curato da Hajar Lamkhallas, il cinese a cura del Professor Fabio Lavagno, il russo tradotto dalla dottoressa Anastasia Tyurmorezova, il rumeno curato da Adriana Teleoaca, l’ewe (la lungua parlata nel sud del Togo e in Ghana) tradotta dal vicario generale della Diocesi di Casale Mons. Désiré Azogou, il braille tradotto da Roberto Turolla e un video in LIS (Lingua Italiana dei Segni) curato da Lisanna Grosso.

L’esposizione presenta nelle prime due vetrine un inquadramento generale su Manzoni che ripercorre brevemente la sua vicenda biografica e letteraria e offrendo un focus sulla sua opera più celebre: “I Promessi Sposi”. Il romanzo, oltre a rappresentare nelle sue tre diverse stesure lo sforzo dell’autore a favore della diffusione di una lingua comune, rappresenta un significativo legame dell’autore con la città di Casale. Nel 27° capitolo, infatti, Manzoni descrisse l’assedio subito dalla città nel 1628 su cui si concentra la seconda sezione della mostra.

Attraverso l’esposizione di antichi volumi manoscritti e a stampa messi in dialogo con il grande e raffinato ex voto del Museo del Duomo (una vera sorpresa che domina il fondo della mostra) che presenta al centro una suggestiva veduta della città, si ripercorrono le vicende storiche di quei difficili anni dei quali si sottolinea anche il significativo impatto sul patrimonio artistico e sulla vita spirituale della comunità.

Sempre connessa al romanzo manzoniano e al territorio è il capitolo della peste che dilagò proprio in prossimità dell’assedio colpendo duramente le popolazioni del nord Italia. Tra rimedi scientifici e conforto spirituale l’allestimento evoca i rimedi e le iniziative messe in atto da medici, religiosi e persone comuni per prevenire il contagio. In chiusura un’esposizione di vocabolari circondati dal titolo della mostra tradotto in diverse lingue rende ancora omaggio al padre dell’italiano moderno.

La mostra era stata aperta in antemprima sabato mattina (20 maggio) con il laboratorio di caviardage metodo di scrittura poetica pensato per offrire l’occasione di dare valore e peso alle emozioni che nascono dall’incontro con la cultura e che è stato condotto dall’arteterapeuta Marzia Ferrarotti, insegnante certificata del metodo. L’iniziativa, finanziata grazie ai fondi CEI 8xmille, ha portato alla creazione di un testo poetico partendo da frammenti di differenti testi di Alessandro Manzoni. Utilizzando le parole dell’autore è stato possibile creare un testo nuovo riflettendo sul senso dell’incontro e sull’arricchimento che produce in ciascuno.

Per le scuole e per gruppi sarà possibile accedere alla mostra fino al 10 giugno previo appuntamento al 392.9388505;antipodescasale@gmail.com.

Per il pubblico è previsto un altro weekend di apertura il 10 e l’11 giugno in occasione di Casale Città aperta nell’ambito della quale la mostra sarà visitabile dalle 15.00 alle 18.00

fOTO sabato all'apertura sullo sfondo l'ex voto obsidionale (foto Angelino)