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Il Sacrario dell'eccidio della Divisione Acqui

E il monastero di Agios Gerasimos
Giovedì (31 maggio) per i croceristi potrebbe essere la giornata della commozione o del ricordo. In sintesi: attracco in Grecia ad Argostoli, per noi prima nel verde andando verso Sami, nella vallata di Omala, arrivo al  monastero di Agios Gerasimos, il più importante dell'isola, è un complesso che ti fa scoprire o riscoprire il mondo ortodosso, c’è un altro monastero moderno vicino, lo troviamo chiuso (al pari di quasi tutti quelli che leggiamo da TripAdvisor...); aspettando abbiamo la fortuna di vedere aprire (per un fedele locale) la teca delle reliquie in argento. San Gerasimo è il patrono dell’isola; nel 1555 arrivò a Cefalonia e lì visse in una grotta fuori Argostoli, nei pressi di Lassi, per 5 anni e nel 1560, si spostò a Omala, dove prima ricostruì la piccola chiesa che visitiamo (all’entrata suora dall’aria un poco cupa). 
Seconda tappa al Memoriale della Divisione Acqui, i primi caduti (1943, post armistizio) della Liberazione combattendo contro i tedeschi (il vice comandante della Acqui era il Luese Gherzi, e nel nostro gruppo figurano due luesi Doc, la coppia Demartini-Rinaldi). Un eccidio da ricordare e il primo a farlo ad alto livello fu il presidente Ciampi il 25 aprile 2007. Il Sacrario, realizzato dal Ministero della Difesa, è molto ben tenuto.
Segue, ritornando alla capitale una visita al Museo locale (brillano le icone). C’è pure tempo per shopping (raro nelle crociere dove si corre per vedere molto).
FOTO. Al Sacrario (foto Angelino)