Notizia »

Lepanto. La battaglia dei tre imperi

Martedì 2 ottobre con Berbero al Broletto di Alessandria

Un appuntamento storico è in programma martedì 2 ottobre prossimo, con inizio alle ore 17, nella sala Broletto di Palatium Vetus, sede della Fondazione Cassa di Risparmio, in piazza della Libertà ad Alessandria. 

Sarà l’occasione per ricordare la battaglia che fu combattuta il 7 ottobre 1571 tra le flotte dell’impero ottomano e quelle cristiane, federate sotto le insegne pontificie della Lega Santa, voluta da Papa Pio V, e si concluse con una schiacciante vittoria della coalizione cristiana e per presentare al pubblico il volume “Lepanto. La battaglia dei tre imperi”, attraverso le parole dell’autore, il professor Alessandro Barbero, storico, scrittore e docente specializzato in storia militare e storia del Medioevo, ordinario di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” e protagonista di tante trasmissioni di RAI Storia.

Questo il programma previsto: il presidente della Fondazione, Pier Angelo Taverna aprirà i lavori con un indirizzo di saluto a tutti i partecipanti e, in particolare, ai rappresentanti delle istituzioni che hanno accolto l’invito a portare la propria testimonianza: il prefetto di Alessandria, Antonio Apruzzese, il presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, il sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco.

L’introduzione e le conclusioni dell’incontro saranno affidate a Fabrizio Palenzona, politico e banchiere, ma profondo conoscitore di questo importante episodio storico per aver presieduto il Comitato per le celebrazioni del 500° anniversario della nascita di Papa Pio V, al secolo Antonio Ghislieri, canonizzato nel 1712, originario di Bosco Marengo dove fece costruire un convento domenicano – l’attuale complesso di Santa Croce – che avrebbe dovuto ospitare anche il suo sepolcro (il futuro Papa fu anche attivo in San Domenico a Casale, ndr).

Il professor Barbero presenterà il volume e illustrerà il filo conduttore che ha ispirato la sua ricerca storica e i risultati conseguiti. Nel 2017, l’opera è stata pubblicata anche in lingua turca.