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Vivaldi: due appuntamenti
Ritmi balcanici dei Mala Hora e i virtuosismi del Trio di Percussioni Bolla-Lupano-Montaldi.
Si chiude con il viaggio multiculturale nei Balcani e l’energia travolgente delle percussioni la proposta concertistica di aprile del Conservatorio alessandrino "Vivaldi", che prelude a un maggio ricchissimo tra concerti dell'Orchestra Sinfonica e rassegne di primavera come "Musica nelle città" ed "Entriamo nella casa della Musica", che attendono il pubblico alessandrino.
In programma martedì 28 aprile 2026 alle ore 17 all'Auditorium Pittaluga di via Parma, 1 - Alessandria il terzo incontro della rassegna "L’Altra Musica", curata dal professor Donato Sansone, che vedrà protagonista il gruppo Mala Hora con il concerto "Voci e suoni dal Mediterraneo orientale: le culture musicali balcaniche, greche e klezmer".
Mentre mercoledì 29 aprile, sempre alle 17, sarà la volta dell'undicesimo appuntamento della stagione "I Mercoledì del Conservatorio 2025/2026", che vedrà salire sul palco dell'Auditorium Pittaluga il Trio Bolla-Lupano-Montaldi, un ensemble di percussioni formato dagli allievi del Conservatorio: Stefano Bolla, Emanuele Lupano e Matteo Montaldi.
L'ingresso a entrambi i concerti è libero, grazie al contributo della Regione Piemonte e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Il sostegno di questo due realtà rende accessibile per tutti a costo zero esperienze culturali di alto livello come l'incontro di martedì 28 aprile con il gruppo musicale Mala Hora, che il professor Sansone, curatore della rassegna, presenta così:
Mala Hora è un gruppo musicale che incentra il proprio repertorio sulla tradizione artistico-musicale dell’Est Europa e della penisola Balcanica. Musiche Klezmer, Balcaniche, dell’est Europa, Gitane, della Grecia si fondono in un unico repertorio/concerto che si prefigge di far percorrere all’ascoltatore un divertente e movimentato cammino attraverso i paesi attraversati dal fiume Danubio. Il repertorio spazia tra arrangiamenti personali ed alcune versioni più fedeli alla tradizione innestando, in questo percorso, anche brani dell’artista di Sarajevo Goran Bregovic (importante traghettatore della musica Balcanica in occidente e non solo) e molti bellissimi brani di musica greca (Rebetiko e balli). Un’occasione per percorrere un intenso e coinvolgente viaggio tra la Romania e la Grecia passando per il fitto e complesso mondo delle musiche Balcaniche e gitane dense di ritmo e di malinconia.
Mala Hora ha suonato alla XII° edizione del festival “Klezmer e dintorni” di Bologna, alla VII° edizione del Festival “All That Music” a Villa Bombrini in Genova, all’XI° edizione del Festival “Pieve Classica” a Pieve Ligure (GE), a Carcare (SV) per l’Associazione musicale “Rossini” di Savona, alla prima edizione della rassegna “Mediterranean Sundance” a Camogli (GE) e alla rassegna “Solaria-musiche dal mondo” ad Arma di taggia (IM). Inoltre il gruppo ha suonato in numerosi locali e matrimoni in Piemonte, Lombardia, Umbria, Toscana e Liguria (Terni, Pienza (SI), Domodossola (VB), Milano, Vigevano (PV), Genova, Alessandria, Calosso (AT), Campoligure (GE), Alassio (SV), Loano (SV), Marina di Pisa (PI), Lucca, Sarzana (SP), Chiavari (GE), Carro (SP), Calice Ligure (SV), Camogli (GE), Finalborgo (SV), Carcare (SV) etc.
-Non sarà meno densa l'esperienza musicale di mercoledì 29 aprile alle ore 17 in cui il Trio di Percussioni Bolla-Lupano-Montaldi eseguirà un programma che unisce la modernità della letteratura per percussioni alle trascrizioni di grandi classici, repertorio che i giovani percussionisti raccontano con queste parole:
Il programma è un’esplorazione del ritmo in tutte le sue forme: dalla danza latina alla complessità matematica, dalle suggestioni pittoriche dell’impressionismo alle visioni dello spazio profondo. L’obiettivo è riuscire a trasformare un set eterogeneo di strumenti in un organismo unico, capace di sussurrare melodie delicate o di scatenare una forza primordiale. Il concerto celebra la percussione come linguaggio universale.
Calienta – Emmanuel Séjourné
Séjourné è noto per il suo stile che fonde la tradizione classica con influenze jazz e pop. Calienta è un brano dal carattere mediterraneo e sensuale, che esalta le capacità cantabili del vibrafono e della marimba, intrecciandole con ritmi di derivazione spagnola o latina.
Okho – Iannis Xenakis
Composto nel 1989 per celebrare il bicentenario della Rivoluzione Francese, Okho è un caposaldo del repertorio per trio. In questa versione per set di percussioni miste, Xenakis esplora una tavolozza sonora vastissima attraverso l'uso di pelli, legni e metalli. Il brano è una sfida di precisione matematica e "brutalismo" sonoro: i tre musicisti devono muoversi all'interno di architetture ritmiche estremamente complesse, dove accenti e incastri creano una densità quasi primordiale. Non è solo un brano da ascoltare, ma una vera prova di resistenza fisica e coordinazione simbiotica per il trio.
Prechody – Federico Favali
Prechody (che in ceco significa "passaggi" o "transizioni") è un brano di grande ricerca timbrica. Favali lavora sulle sfumature, creando un ponte tra stati emotivi e sonori diversi, dove il silenzio e la risonanza diventano parte integrante della composizione. Composto per tre esecutori su una sola marimba.
Arabesque 1 e 2 – Claude Debussy (arr. Luca Staffelbach)
Questi arrangiamenti portano l'eleganza dell'impressionismo francese nel mondo delle percussioni a tastiera. Luca Staffelbach, membro del celebre TrioColores, ha adattato queste celebri pagine pianistiche per marimba e vibrafono, mantenendo intatta la fluidità dei disegni melodici (le "arabesque") e la trasparenza armonica di Debussy.
Afta-Stuba! – Mark Ford
Questo brano è scritto per tre esecutori che condividono una sola marimba. È un pezzo estremamente visivo e coreografico: i musicisti si spostano continuamente attorno allo strumento, suonandolo da ogni lato (anche dal davanti) e alternandosi nei vari registri.
Van Gogh from Space – Steven Snowden
Ispirato a una fotografia satellitare della NASA che ritrae fioriture di fitoplancton nel Mar Baltico (molto simili alle pennellate della Notte Stellata di Van Gogh). Snowden utilizza le percussioni per dipingere questo paesaggio "alieno" e naturale al tempo stesso, mescolando texture delicate a momenti di grande densità sonora.
Ballet (da Petite Suite) – Claude Debussy (arr. L. Staffelbach)
Originariamente scritto per pianoforte a quattro mani, l'ultimo movimento della celebre Petite Suite trova in questa versione per trio di percussioni una nuova e brillante veste ritmica. L'arrangiamento di Staffelbach esalta il carattere danzante e lo spirito spensierato del brano, trasformando i dialoghi pianistici in un gioco di rimbalzi timbrici tra le tastiere, tipico della raffinatezza francese di fine Ottocento.
Surprise – Pulse Trio
Un brano vivace, spesso eseguito da 3 musicisti su una singola marimba. Caratterizzato da un gioco di incastri ritmici e dinamiche cangianti.
Trio per uno (I Movimento) – Nebojša Jovan Živković
Živković è uno dei compositori per percussioni più influenti al mondo. Il primo movimento, Meccanico, è un rito arcaico e selvaggio. I tre percussionisti suonano attorno a una grancassa centrale (sdraiata orizzontalmente), bongos e gong cinesi, creando una scarica di energia pura e una sincronizzazione mozzafiato.
Danse Macabre – Camille Saint-Saëns (arr. Luca Staffelbach)
L'arrangiamento di Staffelbach sfrutta la brillantezza delle percussioni per evocare il tintinnio delle ossa degli scheletri (tradizionalmente affidato allo xilofono nell'orchestra originale) e l'atmosfera grottesca e trascinante del ballo notturno.
Nella foto il gruppo Mala Hora






