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Casorati ad Aosta

Al MAR (Museo Archeologico Regionale) fino al 7 aprile

E’ aperta al MAR (Museo Archeologico Regionale) di Aosta la mostra retrospettiva di Felice Casorati, a cura di Alberto Fiz, che si protrarrà fino al 7 Aprile 2024; sono presenti oltre cento opere tra dipinti, sculture e disegni dell’artista.

Abbiamo visitato la mostra mercoledì 31 gennaio con l’Associazione Culturale “Peregrinantes” di Casale Monferrato, accompagnati da Mirella Mercadante e dal critico d’Arte Giuliana Romano Bussola che ha illustrato le opere e fornito una biografia dell’artista.

La visita è stata inserita nel giorno della “Fiera dell’Orso” dove hanno esposto centinaia di artigiani del legno (famosi i “Sabot” tipiche calzature e la “Grolla” coppa dell’amicizia in legno con più becchi per bere in gruppo passandola di mano in mano).

Casorati Felice (Novara 1883 – Torino 1963) partecipa giovanissimo nel 1907 alla Biennale di Venezia con “Ritratto della sorella”. Tra il 1907 e il 1910 vive a Napoli, poi a Verona e dopo la morte del padre si trasferisce nel 1918 a Torino dove farà amicizia con Riccardo Gualino, Piero Gobetti, Alberto Sartoris.

Negli anni ’20 apre la “Scuola di Casorati” dove frequentano Daphne Maugham (che diventerà sua moglie nel 1930), Sergio Bonfantini, Albino Galvano, Paola Levi Montalcini (sorella della Rita Premio Nobel per la medicina 1986). Sarà anche insegnante di Francesco Menzio, Carlo Levi, Gigi Chessa e Jessie Boswell che faranno parte del gruppo “Sei pittori di Torino”.

Nel 1941 gli viene assegnata la Cattedra di Pittura all’Accademia Albertina e avrà come studenti il proprio figlio Francesco, Romano Campagnoli, Mauro Chessa, Francesco Tabusso, (tutti miei professori al Liceo Artistico di Torino).

Ad Aosta sono esposte opere importanti quali “Le vecchie comari” del 1908, “Persone” del 1910, “Le ereditiere” esposto alla Biennale di Venezia del 1910, “Maria Anna De Lisi” del 1918, “Le due sorelle” del 1921, “Donne in barca” del 1933, molti nudi femminili, nature morte, alcune sculture.

La sua pittura prende spunto dalla tradizione figurativa rinascimentale del tre/quattrocento e si evolverà nel “realismo magico”, fantasia e realtà, nel “ritorno all’ordine” del primo dopoguerra e anche nei richiami alla Metafisica di De Chirico. Realismo magico rappresentò una fase anche per Carlo Carrà, Carlo Levi, Mario Sironi e Ubaldo Oppi.

La prospettiva deve essere considerata come un elemento di importanza essenziale nella pittura di Casorati tracciando i contorni con grossi segni che isolano le figure e i piani…” scrisse il critico Albino Galvano.

Casorati è meticoloso nei suoi quadri, imposta la composizione, sceglie i primi piani e gli sfondi, fa accomodare modelle e oggetti tipici delle aule dei Licei Artistici e Accademie (quali calchi in gesso di teste o parti anatomiche) ma inserendo sovente frutta, verdura, uova, scodelle.

Casorati è senz’altro un pittore e come tale ha lasciato opere che dimostrano la sua grande capacità figurativa compositiva, i suoi quadri ci mostrano pennellate di colore e costruzione, ci ricordano certi quadri di Edward Hopper dove si trovano le figure femminili cariche di significato simbolico, assorte nei loro pensieri, con lo sguardo perduto nel vuoto o nella lettura, trasmettendo solitudine, attesa, inaccessibilità, gli spazi sono reali ma in essi c'è qualcosa di metafisico non a caso André Breton, nel suo esilio a New York, lo accostava a Giorgio de Chirico

 

Pio Carlo Barola

 

Sede:piazza Roncas, Aosta; orari: martedì - domenica: 10 -13  |  14 - 18- Chiuso il lunedì

Info: 0165.275902 - 

 

 

FOTO. Maria Anna De Lisi (1919)