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Frammenti sparsi a Crescentino
Un audace e temerario trasporto del campanile
Al di là dell’importanza religiosa riconosciuta dal papa Pio VI, che aveva soggiornato in città dopo l’arresto e il trasferimento in Francia, il Santuario della Madonna del Palazzo di Crescentino (cfr. il «Viaggio d’autore» del 30 aprile 2002), è noto per l’ardito e curiosissimo fatto del 26 marzo 1776 che vide come protagonista Crescentino Serra (1734 -1802).
Sono trascorsi due secoli e mezzo dall’audace e temerario trasporto del campanile, che era di ostacolo alla ricostruzione della chiesa, da parte del mastro artigiano che decise con audacia e sangue freddo di imbrigliare con possenti funi di canapa il campanile del Santuario della Madonna del Palazzo, dopo averlo avvolto con un ingegnoso sistema di travi, per effettuare «con raro sforzo d'ingegno» un incredibile trasporto al fine di innalzare «in grande onore la Patria». Quel giorno tutta la popolazione di Crescentino si diede convegno nel piazzale davanti al Santuario per assistere con apprensione a un avvenimento che mai aveva avuto un precedente nella storia: lo spostamento del campanile su cilindri in legno. Per ostentare sicurezza nella sua risoluta e determinata scelta, il Serra fece salire il figlio sulla cella campanaria con l’invito a suonare a distesa le campane durante il lento percorso. Il Serra ebbe meritata fama e come premio per l’incredibile impresa il sovrano gli accordò una pensione annua e la direzione dei lavori di fortificazione della città di Tortona.
Dionigi Roggero






