Notizia »

Mostre al Castello (due)

"I Custodi della materia" di Mara Fabbro e Alberto Pasqual

Nel tardo pomeriggio di sabato nelle sale del secondo piano del Castello di Casale è stata inaugurata la mostra Mara Fabbro Alberto Pasqual "I Custodi della materia", a cura di Giovanni Granzotto e Anselmo Villata. Tra i presenti l'assessore alla cultura Gigliola Fracchia.

Con questa rassegna proseguono le grandi mostre d’arte contemporanea curate da Anselmo Villata questa volta con due importanti artisti Friulani legati visceralmente alla materia ed alle sue suggestioni. Una mostra di grande prestigio che ci trasporta nel mondo della tridimensionalità e della ricerca non formale che oltrepassa le storicizzazioni del dopoguerra per ricostruire nuove alchimie e dialoghi visivi proiettati verso un oltre.

Nelle tele di Mara Fabbro una sensibilità estrema nel costruire un ponte tra natura e una geografia della matericità dove resine, intonaci, sabbie colle e colori cercano spazi ulteriori tra spazi naturali e luoghi interiori dell’anima. L’artista cerca il fluidificare delle correnti che percorrono vuoti luminosi e corposità quasi animalesche formate da grumi ripetuti all’infinito come numeri caotici che si concentrano prima di riesplodere. Lo vediamo in opere come “ la città nel deserto”   dove le macchie impronte sono le prove di una assenza o in “Trieste” opera su Pvc dove la trasparenza del supporto regala un dialogo storico con la Milanese Dadamaino quando lei creava la etizione di un segno infinito mentre la nostra Fabbro cerca in qualche modo la forma proprio nella ripetizione del gesto.

Nelle sculture di Alberto Pasqual la materia molte volte il ferro viene deformata , sciolta, spiazzando il fruitore trattando una materia durissima come l’acciaio o ferro come un impasto morbidissimo, come se la mano potente ed infuocata dell’artista scavasse o deformasse la materia al primo tocco solo sfiorandola. L’artista provoca la forma sino a dilaniarle le ferite già esistenti per ricreare un’armonia spaziale come in “nascita”del 2022 o senza titolo del 16 o ancora cercando il riverbero come in “guerra” del 2013, dove l’artista da questo caos di pieni e vuoti riemerge creando trasparenze e nuova vita poetica. Anche in opere cosparse di ruggine come colorate dal tempo riaffiora la sofferenza della materia, che ci regala emozioni importanti nella pienezza di una rivolta . di grande livello professionale ed esaustivo il catalogo curato da verso l’arte edizioni.

La mostra prosegue sino al 6 novembre aperta nei fine settimana e festivi. Sabato 8 ottobre rientra nel circuito nazionale delle Giornate del contemporaneo.

Piergiorgio Panelli

(foto Luigi Angelino)