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"Ricordi di un delitto"
Ala Biblioteca Civica Riccardo Santagati
"Ricordi di un delitto" edito da Ciesse Edizioni, il giallo scritto
dal giornalista astigiano Riccardo Santagati, è stato il protagonista del
pomeriggio culturale promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune
Moncalvo, tenutosi sabato scorso presso la Biblioteca Civica. Giornalista
di professione e curatore del sito web di Agatha Christie, Santagati, ha
voluto mettere in prosa il lavoro del giornalista, spesso impegnato ad
indagare anche su fatti di cronaca.
Ha così scelto la forma del romanzo a lui più affine, pur interrogandosi sul senso di scrivere un giallo
ambientato nell'astigiano. In effetti dopo episodi come quello di Elena
Ceste, che nella sua drammaticità ha rappresentato pur sempre uno dei
gialli reali di vita tra i più grandi, anche luoghi insoliti come
l'astigiano, possono essere teatro vivo di gialli e di thriller, generando
altresì una perversa forma di turismo macabro. Inoltre, secondo l'autore,
"scrivendo di gialli si può scrivere di qualsiasi cosa": ogni contesto,
situazione e storia può rappresentare lo scenario ideale ove ambientare un
romanzo giallo. Duecentoventiquattro pagine, quelle di Ricordi di un
delitto", per ricostruire un triplice omicidio, e scongiurarne un quarto,
le cui premesse risultano da subito fuorvianti e depistanti. Il caso viene
affidato al Commissario Mastrogiacomo che, nell'indagine, sconfinerà in
territori imprevisti e imprevedibili, dove sentimenti di amicizia e amore
faranno da corollario, alternando alla suspense, pathos e attesa. Cuciti su
misura i nomi dei protagonisti, come Caronte, Paradiso parlando delle
imprese di Pompe Funebri, piuttosto che Castelmorte il nome del paesino di
fantasia, prossimo alla città natale di Alfieri, ove è ambientato il
romanzo. Prossimo appuntamento sabato 14 ottobre alle ore 17, sempre presso
la Biblioteca Civica, per la presentazione del volume "Forèst" (forestiero)
scritta da Mario Cabrera. “Nel silenzio della campagna si sente, distinto,
il battito del proprio cuore. Non puoi confonderlo con altro e, forse per la
prima volta, lo riconosci. Ti accorgi che batte sempre e comunque, anche
quando ti sembra di averlo anestetizzato grazie al continuo rumore. A volte
vorresti davvero averlo fatto tacere, perché tacendo non fa più male. Eppure
c’è. Batte, ritmico e preciso, indifferente...". Originario di Castelletto
Merli Chiabrera, con la quiescenza ha iniziato a tingere le pagine bianche
con le sue "macchie" (acquerello e scrittura).
Ingresso libero.






