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Viaggio d'autore

A Cavagnolo in ricordo del Venerabile Barello

Questo l'inizio e la fine del prossimo Viaggio d'autore

Il comune di Cavagnolo dista oltre quaranta chilometri da Casale, ma appartiene fin dall’erezione nel 1474 alla diocesi monferrina, tranne una breve parentesi di appartenenza all’arcidiocesi di Torino dal 1803 al 1817. La prima chiesa parrocchiale, dedicata a S. Eusebio in ricordo della primitiva appartenenza alla diocesi vercellese, fu sostituita da quella di S. Secondo, nella parte alta del paese. Sottoposta nel Settecento a diversi ampliamenti e trasformazioni all’interno e all’esterno, venne consacrata a metà del secolo. Nel fonte battesimale ricevette il battesimo il venerabile Casimiro Barello ....

La chiesa di S. Secondo fu parrocchiale fino alla costruzione nel 1960 dell’attuale edificio religioso dedicato a Maria Ausiliatrice. Sorta nella parte bassa del paese su disegno dell’architetto torinese Nello Renacco, progettista del piano urbanistico di «Italia ’61», fu consacrata nel novembre dell’anno successivo dal vescovo mons. Giuseppe Angrisani. 

E qui arriviamo in un sabato assolato. Siamo ricevuti dal parrocodon Desirè Azogou Koffi Teh. Proviene dal Togo (classe 1973), è cittadino italiano dal 2014.  E’ canonico e membro del consiglio presbiterale, soprattutto, è stato recentemente nominato vicario generale della Diocesi e parroco delle due chiese è più importanti di Casale: Duomo e San Domenico. Mentre accende luci e diffusore musicale ci facciamo raccontare brevemente la sua storia: la vocazione nasce ad Adeta ispirato dal parroco e a dodici anni è al Seminario di Lomè, il percorso finisce a Casale con l’ordinazione sacerdotale celebrata dal vescovo Zaccheo (8 giugno 2002). Tutto nasce da un’idea don Pietro Stano (parroco di Ozzano) e don Achille Gogovor (scomparso poi per leucemia) che porta a Casale Desirè e il confratello Jean Baptiste (oggi parroco a Grazzano e Cereseto). Dopo l’ordinazione (con lui, guarda caso, il futuro vescovo Devasini) un anno a Murisengo e a Ozzano poi una lunga militanza a Cerrina prima come vice parroco poi parroco (succedendo a don Ferrando); quindi Brusasco e Cavagnolo. 

A Cavagnolo la parrocchiale è luminosa, ben tenuta, curiosi i matronei. Da ammirare subito la tela settecentesca della «Madonna di Pomaretto», in navata destra (proviene dalla vecchia parrocchiale)e un grande «Crocifisso» centrale, ligneo.  All’entrata, a sinistra, una statua di Sant’Eusebio ricorda la prima dedicazione. In sacrestia (lo facciamo calare per la foto) si conserva un grande reliquiario dedicato a Barello che conserva il suo rosario, un pezzo di tonaca, un crocifisso e un cingolo (cordone). 

Da aggiungere che a Cavagnolo sono numerose le chiese e le cappelle: S. Maria, S. Lorenzo, S. Orsola, S. Liberata, S. Defendente, S. Rocco, la Madonna della Concezione e spicca l’abbazia benedettina di Santa Fede, dipendente da quella francese di Saint-Foy-de-Conques appena restaurata grazie a Idea Valcerrina (leggi Bardazza).

     Luigi Angelino-Dionigi Roggero