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Crea, luogo del cuore
Il calendario di Laura Rossi
A Crea, “luogo del cuore”, Laura Rossi, nota artista casalese, dedica il tradizionale calendario 2019. Per chi scrive – da sempre tra i destinatari privilegiati dell’omaggio - una doppia sorpresa e un doppio piacere. Le dodici incisioni grafiche recuperano alla memoria tanti ricordi del Sacro Monte, che quindi rappresenta a pieno titolo un “luogo del cuore”.
I primi accessi al Santuario, con i nonni, a bordo della vecchia corriera della ditta Fratelli Pia/STAT; il racconto di mia mamma, che partì da Morano per Crea in bicicletta, ma nei pressi del traghetto di Pontestura ruppe una pedivella, dunque arrancò lungo la salita con un pedale solo, per fortuna a ruota fissa il soggiorno estivo negli alloggi (quante formiche!); la favola dell’albero secolare, lungo la strada che circonda la collina, dove sarebbe stato appeso dai ladroni il povero Pinocchio; le ore di sano divertimento con il buon Frate Alberto (al secolo Alberto Fausone, tornato a Dio nel 1992); i “requiem” detti alla porta del Sepolcreto, alla memoria di un parente materno (Padre Anacleto Ferrarotti, Morano sul Po, 1886-1922).
In anni meno lontani, i tanti incontri e l’amicizia con il compianto Padre guardiano Antonio Brunetti, primo presidente dal 1980 del Parco naturale, da lui strenuamente pensato e voluto con l’appoggio dell’allora presidente del Piemonte, Aldo Viglione, cui si deve anche l’impulso per la tutela del Sacro Monte di Orta, alla cui guida si porrà più avanti un altro francescano, Padre Angelo Manzini, ora a Casale nel convento di Sant’Antonio, Responsabile diocesano del Servizio per la Pastorale della Famiglia.
Tornando al calendario della mia “suldara” (coetanea) Laura Rossi, ogni foglio mensile è come un colpo di flash sugli angoli migliori del Santuario e del Sacro Monte. “Lalla” ha messo da parte per qualche giorno le rappresentazioni cosiddette profane, che l’hanno tra l’altro portata ad esporre in rassegne italiane ed estere (dagli USA alla Spagna all’Australia), ad accompagnare con incisioni e piatti ricordo le crociere della STAT Viaggi-Costa, a realizzare rare cartoline per voli aerei commemorativi (nel 2013 il raid delle “Madonne nere” Crea-Oropa-Cagliari, nel 2015 il percorso storico Casale-Parigi-Casale e quello più recente di Vienna, in ricordo di D’Annunzio e Palli).
In questo 2019, i suoi “appunti di viaggio” l’hanno portata sul sacro, a tratteggiare, con la mano sicura che le deriva da un trentennio di pratica nella grafica artistica, i pregi architettonici del “Castrum credonense”, un fuoco devozionale avviato nel quarto secolo dal vescovo vercellese Eusebio, esule a Crea perché perseguitato dalle “immanissime bestie ariane”, come scrive a fine ‘500 l’allora priore don Costantino Massino, canonico lateranense.
Dalla mano esperta di Laura Rossi prende vita, accanto alla scansione del mese di Gennaio, un’insolita veduta frontale della basilica, con quel campanile alto, poco visibile dal piazzale, svettante quasi a dire che proprio sotto di lui sta la cappelletta della Madonna nera. Immagine ritratta dal bosco, ecco spiegata l’ottica originale.
Con Febbraio inizia la “via crucis” di cappelle e romitori. Ecco la prima , a due piani, che narra il martirio del fondatore, Sant’Eusebio, e sulla strada che sale da Forneglio rappresenta il primo momento di riflessione religiosa per i pellegrini, che qui si soffermavano per riposare e dissetarsi ad una fonte ritenuta miracolosa, perché fatta scaturire dal santo vescovo.
Affacciata sulla piazza, appare a Marzo la nobile costruzione per la “Natività di Maria”, fatta costruire nel 1590 dal duca di Mantova e del Monferrato, Vincenzo I Gonzaga. Forse, più che per le opere artistiche, ricordata da molti per quell’ovetto ricostituente che una pia donna porge ad Anna, madre della Vergine!
San Luca ci attende ad Aprile, pochi passi dopo l’arcata di sinistra, dove inizia la salita. Semplice nell’architettura, con pochi tratti la Rossi ci offre a Maggio lo “Sposalizio di Maria”, e nel mese successivo invita a salire lungo il vialetto che conduce alla “Presentazione di Gesù al Tempio”, altrettanto snella nella muratura ottagonale, una delle prime a costellare il monte, risultando già costruita a fine Cinquecento.
Con la calura di Luglio, un provvidenziale viale alberato ci porta a costeggiare il tempietto “Annunciazione dell’Angelo a Maria”, e l’occhio attento di “Lalla” non trascura di segnare, sul muro a sinistra dell’ingresso, lo stemma della Città di Alessandria, che ne curò la costruzione nel 1599. Sempre per viale ombroso, ad Agosto la “Visitazione di Maria ad Elisabetta”, linee semplici ed essenziali, pochi scalini, il ricordo di un portichetto demolito nell’Ottocento.
Settembre ci parla del quinto Mistero doloroso, la “Crocifissione”, mentre Ottobre ci fa quasi compiere un passo indietro nella via della Croce, con la muratura ellittica, preceduta dalla piccola abside e dal pronao antistante, che ricorda la “Corona di spine”......
Aldo Timossi
ARTICOLO COMPLETO NEL GIORNALE IN EDICOLA DOMANI, MARTEDI'






