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Il territorio Unesco vuole riavere i treni: appello alla Regione

«Casale si trova unita nella rivendicazione dei servizi che sono dovuti al suo territorio; come punto di riferimento degli 80 Comuni che costituiscono l’Associazione Comuni del Monferrato è divenuta capofila della lotta per i servizi che la comunità già paga con la fiscalità e che sono strumento imprescindibile di sviluppo. Punto cardine della richiesta è la riattivazione delle linee ferroviarie Casale Monferrato-Vercelli e Casale Monferrato–Mortara, scelta che ha visto unirsi al fronte compatto monferrino la città di Vercelli e la Lomellina».

È l’appello duro e deciso che il sindaco di Casale, Titti Palazzetti, l’Associazione Comuni del Monferrato, CasaleBeneComune, Legambiente, l’Associazione Ferrovie Piemontesi, il Gruppo Pendolari CasaleVercelli, lanciano alla Regione sulla riattivazione della Casale-Vercelli e Casale-Mortara: «Vercelli, da sempre, ha un legame stretto con la capitale monferrina, legame ben rappresentato dal rettilineo e veloce tratto ferroviario che le unisce e che è indispensabile ripristinare per garantire il collegamento sicuro, veloce, ecosostenibile con Milano, l’alta velocità, gli aereoporti nel rispetto del diritto alla mobilità sancito dalla Costituzione, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza. Chiediamo alla Regione Piemonte una chiara presa di posizione a favore del ripristino delle linee ferroviarie Casale-Vercelli e Casale-Mortara, una risposta positiva e concreta inserita nel piano di programmazione triennale AMP per tutti quei cittadini che hanno dato vita a varie manifestazioni con la presenza di 80 fasce tricolori e che hanno raccolto oltre 9.000 firme».

«Non si tratta di chiedere una comodità in più, si tratta si consentire o meno ad un territorio di vivere, crescere e evolversi positivamente in maniera sostenibile, è una lotta politica nel suo senso più alto che supera le eventuali obiezioni di corto raggio di una certa piccola politica ragioneristica, applicabile e anche condivisibile in certi momenti della vita amministrativa cui la sorte del sistema ferroviario locale non può e non deve appartenere».

«La Regione deve essere consapevole che scelte di programmazione che privilegino l’area metropolitana Torinese e Province già benedette da importanti flussi turistici e realtà industriali internazionali fortunatamente in buona salute significa assumersi la responsabilità di peggiorare l’inquinamento da polveri sottili, di contribuire alla desertificazione di territori, patrimonio Unesco, con una vocazione industriale d’eccellenza che hanno subito i danni della crisi economica, di disastri ambientali gravissimi e che sono pronti a rinascere e a riconvertirsi ma necessitano con urgenza di un sistema di trasporti adeguato che consenta i collegamenti efficaci con le aree metropolitane e con i servizi sempre più centralizzati».

«Che significato a proteggere i piccoli Comuni se li si priva della possibilità di accedere a servizi essenziali (scuole, sanità, tribunali) ?

Il Comune di Casale Monferrato da sempre, e ancor più in questi ultimi anni, senza alcun incentivo o finanziamento si assume il ruolo di centro-servizi per un bacino di circa 80.000 abitanti a cui fornisce le prestazioni essenziali che i piccoli Comuni non sono più in grado di dare. È assurdo pensare che questo Comune e il suo territorio non siano collegati tramite ferrovia in modo rapido ed efficiente ai grandi nodi di comunicazione. Siamo certi in un riscontro positivo della Regione; faremo tutti gli ulteriori passi che le regole democratiche ci consentiranno per ottenere quanto prima la riapertura delle nostre ferrovie».